8 DESTINAZIONI IMPERDIBILI PER L’ESTATE 2023

Nonostante l’aumento prezzi dei biglietti aerei, è esplosa una gran voglia di viaggiare; per questo motivo la tradizionale Agendarchitetto di quest’anno vi segnala otto destinazioni fuori dai confini nazionali per andare in giro per il pianeta (e non solo).

1. Parco nazionale di Yellowstone (Wyoming, Stati Uniti). Generate dal salto del fiume omonimo sul grand canyon della valle alto fino a 300 metri, le cascate ispirarono l’opera dell’architetto Jebediah Drim, che nel 1951 convinse Peter McCabee, magnate delle cliniche private, a finanziare la costruzione di una casa sotto la cascata per superare in ardimento la già famosa casa Kaufmann del collega F. L. Wright. Non fu una grande idea: prima le numerose difficoltà nella costruzione e poi le infiltrazioni indussero McCabee a donare la casa al Parco della contea. Oggi è un bed & breakfast mèta di temerari architetti provenienti da tutto il mondo. Sconsigliato a reumatici e claustrofobici. Visita il sito houseunderwaterfall.us.org.

La famosa casa sotto la cascata di Yellostone nel Wyoming di J. Drim (la casa non si vede perché sta sotto)

2. Huancaspata (Perù). Nella provincia di Pataz, sulle rive del fiume Maranon per la ricostruzione dei ponti in corda distrutti durante il conflitto civile, ancora in corso, tra le regioni di La Libertad e Huanuco. Alloggio presso famiglia locale, sveglia all’alba per l’intrecciatura della corda, transfer su furgone cabriolet ma con scorta armata, arrivo ai pongos (canyon) e posa delle funi. Colazione al sacco. Serata con preghiera di ringraziamento agli spiriti Apu, a seguire apericena lievemente allucinogena a base di bevande chicha e gallette di Chuno. Solo motivati(ssimi).

Un ponte di corda tra le rive del fiume Maranon

3. Giava Occidentale (Indonesia). Lungo il fiume Citarum, se si possiede grande sensibilità ambientalista si può spendere una settimana con i pescatori locali per ripulire il corso d’acqua dalle plastiche prima che sfoci nel mar di Giava. L’esperienza prevede il contatto anche fisico con scarti contaminati delle fabbriche tessili e con sostanze tossiche quali piombo, mercurio e arsenico. Alloggio su imbarcazioni di fortuna e vitto col pescato del giorno. Prevista ricompensa in denaro ai migliori raccoglitori di rifiuti, pagamento in rupie indonesiane (100 rupie = 0,000059 euro). Per info e prenotazioni scrivere una lettera alla casella postale 00118, Samur dalan, Ubud, Indonesia.

Plastiche sul fiume Citarum

4. Ganviè (Benin). In seguito al varo del nuovo regolamento edilizio della città lungo il lago Nokouè, l’ufficio lavori pubblici cerca architetti per procedere al restauro del villaggio costruito interamente su palafitte, le tipiche abitazioni di bambù e legno di ebano dimore degli abitanti di etnia Tofinu. Si tratta di una vera vacanza-studio-lavoro a ritmo intensivo: due settimane per mettere in sicurezza e collaudare le abitazioni. Alloggio in palafitta suite con balconcino sul canale. Previste escursioni in canoa. Possibilità di essere catturati e venire riutilizzati come schiavi, che comunque essendo architetti è un rischio già calcolato. Anche per ingegneri. Vaccinazioni non incluse, volo solo andata.

Le palafitte del villaggio di Ganviè lungo il lago Nokouè

5. Hawara (Egitto). A sud del sito di Crocodilopolis, all’ingresso della depressione dell’oasi di Fayyoum, si trova il sito archeologico di Hawara con la piramide costruita interamente con mattoni di fango dal faraone Amenmehat III e nota per il labirinto inestricabile che si trova al suo interno. A soli 500 metri di distanza, opera della gloria locale Saber Teremun geometra ed imprenditore edile, si trova l’Hawara Hotel identico per forma e materiali alla piramide. Camere senza nessuna vista raggiungibili grazie al labirinto interno. Per gli amanti dell’archeologia e dell’enigmistica. Offerte dal 7 agosto al 4 settembre, una settimana mezza pensione, pagamento anticipato.

La piramide di Hawara vista dal Hawara Hotel (o viceversa)

6. Kap Melville (Groenlandia). Per chi è stufo del caldo torrido delle nostre latitudini, l’agenzia di viaggio Travel Inuit propone il pacchetto “Shiver”. Esperienza emozionale nell’Artico per controllare lo stato di scioglimento dei ghiacci e contemporaneamente osservare la costruzione del nuovo quartiere interamente in igloo della città di Kap Melville sulla Baia di Baffin. Il pacchetto comprende volo in idrovolante con partenza da Reykjavík e atterraggio sul permafrost. Trasferimento in slitta trainata da cani siberiani. Ritorno in battello merci sulla tratta Arsuk-Charlottetown (Canada) nel mare del Labrador. Scarica l’app Shiverexperience per scoprire le prossime partenze.

Quartiere in costruzione nella cittadina di Kap Melville

7. Sendai (Giappone). In contrapposizione al famoso festival “Tanabai” dell’origami che si tiene ogni anno dal 4 al 6 agosto, la settimana successiva l’azienda di carta tecnica a rotolo “Toirettopepa” organizza la festa della piegatura del progetto (“Oritatama reto Shito”). Migliaia di rotoli A0 da piegare precisamente in formato A4 solo con l’ausilio di una riga da 60 cm., come da indicazione dell’ufficio tecnico locale. In palio la cintura nera 1° e 2° Dan di piegatore. Prenotazione facoltativa.

Sendai. Fabbrica di carta a rotolo “Toirettopepa”

8. Cape Canaveral (Florida, Stati Uniti). A pochi passi dalla base della NASA, nel nuovo centro spaziale “HOP” frutto del genio di Mike Musk, cugino di secondo grado di Elon. Miliardario eccentrico, scienziato, poeta, fashion blogger e urbanista, organizza voli interstellari per soli architetti iscritti al concorso di idee “New moon” per disegnare la prima città sulla luna. Grazie al razzo di sua invenzione si può raggiungere l’orbita lunare in sole 36 ore, effettuare un sopralluogo dell’area da lottizzare e, dopo altre 36 ore, nuovamente grazie al razzo, ammarare nel Pacifico recuperando a nuoto la riva per elaborare il masterplan. Premio per i vincitori: un altro viaggio interstellare da effettuare sempre grazie al razzo. Per info e prezzi consultare il sito thankstotherazzo.com

Centro Spaziale “HOP” – Lancio del razzo

(Quest’articolo è stato pubblicato nella rubrica “L’Archintruso” ne “Il Giornale dell’architettura”)

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