DAL MIO BALCONE

Dal mio balcone vedo il mare.

Vedo il vento piegare i ciuffi delle palme.

Il cielo chiaro senza foschia e le foto che nessuno gli scatta.

Vedo sempre le stesse persone, alla stessa ora, sfilare con lo stesso cane.

Vedo le loro parole sussurrate e tutte quelle che non c’è bisogno di dire.

Vedo gatti spaesati cercare cibo, ubriachi di solitudine. Li seguo mentre attraversano felpati, da un lato all’altro, la via. Li vedo saltare sui muretti, camminare in bilico sulle ringhiere, cercare senza fretta un posto caldo dove stare.

Dal mio balcone vedo autobus inutili viaggiare verso destinazioni inarrivabili. Scorgo lo sguardo fisso di autisti increduli.

Vedo un giovane, in orario, sgusciare dal furgone con in spalla una cassa di latte, consegnarla con passo da ladro e svignarsela tra le saracinesche abbassate della strada vuota.

Vedo i piccioni radunati tra le aiuole e i marciapiedi liberi, litigare per le ultime briciole.

Vedo il canto degli uccelli, allineati sulle terrazze deserte, parlarsi da un cornicione all’altro.

Vedo i pesci, spingersi coraggiosi fino a riva.

Vedo i poeti sognare e i sognatori immaginare.

Vi vedo mentre vi lavate le mani, telefonate ai parenti, fate programmi per quando uscirete, vi abbracciate.

Vedo la musica suonare dalle radio. E quando cantate e ballate.

Vedo bambini inventarsi un gioco nuovo al giorno. Genitori implorare pazienza. Il disagio della mia generazione terrorizzata dai rimpianti. Vedo anziani vinti dalla tenerezza, fare finta di niente.

Vedo che qualcuno piange, e altri ridono. Mucchi di felicità parcheggiati in attesa.

Dal mio balcone vedo il profumo della primavera avanzare come se nulla fosse.

La natura riprendersi lo spazio che gli avevamo rubato; ché sarebbe andato tutto bene se ci fossimo fermati un po’ prima.

Vedo che ci vorrà tempo. Che non sarà facile fidarsi, ma torneremo tutti in giro. E quando accadrà non è detto che sarà meglio di prima. Sarà differente.

Faremo cose impensate: un altro lavoro, l’amore con persone nuove, viaggi che non avevamo progettato.

Vedo quanto ci sentiremo eroi e che abiteremo un mondo diverso.

Non desideravamo sempre, tutti, un mondo diverso?.

Io, dal mio balcone, lo vedo già.

FOLLOW ME ON TWITTER: @chrideiuliis – search me on LINKEDIN

Leggi anche: Il primato di papà

Di cosa abbiamo bisogno

Tutti noi alla sfida del tempo

(Visited 471 times, 1 visits today)

Leave A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


− 7 = 1