DI COSA ABBIAMO BISOGNO

Conoscete Pogerola? è la frazione più popolosa della cittadina di Amalfi.

Un borgo adagiato lungo il versante ovest del monte Falconcello a circa 250 metri sul livello del mare, con alcune piccole chiese dal fascino intatto e dal quale si gode una vista mozzafiato.

E’ purtroppo, però, anche un luogo aggredito, nella seconda metà del secolo scorso, da una mole sconsiderata di edilizia di pessima qualità, a volte anche abusiva (e condonata), che ha sfigurato l’immagine dell’antico Castrum Pigellule, l’insediamento originario del X secolo.

Tra questa anche un intervento edilizio di 250 appartamenti per quattro cooperative e un I.A.C.P. approvato verso la fine degli anni ’70 dall’allora amministrazione comunale, paesaggisticamente devastante e rimasto incompleto, che “Italia Nostra” definì “Il sacco di Pogerola”.

Tuttavia, la maggior parte degli altri edifici sono stati terminati ed impiegati in case private o strutture ricettive, tranne uno: casualmente l’unico davvero utile.

La vicenda dell’ospedale “San Michele” di Pogerola di Amalfi è purtroppo già molto nota. Ne hanno parlato giornali e programmi televisivi (tra i quali “Striscia la notizia” nel 2015), numerosi siti internet ne hanno scritto, raccontarla nuovamente non avrebbe senso.

Sono notizie che chiunque può recuperare facilmente in rete: i 24 milioni di euro già spesi, il concorso per l’assunzione dei primari, le sale operatorie e tutti gli altri spazi già attrezzati e poi vandalizzati, fino all’accantonamento dello stabile, considerato difficilmente raggiungibile.

Oggi che si scopre quanto la sanità nazionale sia, dinanzi all’urgenza, impreparata in termini di strutture e uomini, questa ferita fa ancora più male.

La vicenda dell’ospedale mai nato, descrive bene il tipo di classe politica che ci ha governato.

E che, non dimentichiamolo, in parte ancora lo fa.

Si pensi al presidio sanitario di Castiglione di Ravello, l’unico sul territorio, che viene periodicamente dichiarato inadatto e prossimo alla chiusura, per essere utilizzato ogni volta come moneta di scambio per la susseguente tornata elettorale.

E poi, poco o nulla cambia.

La “nostra” politica è sempre troppo distratta per garantire qualità minime a ciò che è pubblico e tale deve restare: le scuole, gli ospedali, i parchi, le strade, le spiagge, le biblioteche.

Le abbiamo lasciato spendere soldi in opere inutili se non dannose (nuovi parcheggi, nuove gallerie…) inseguendo un’idea di sviluppo e benessere connessa solo alla circolazione del denaro e chiaramente, alla lunga del tutto fallimentare.  

I cittadini della costiera amalfitana, che in questi giorni stanno mostrando un eccezionale carattere e un’ammirabile volontà, non meritano di essere considerati numeri per le urne, eternamente in equilibrio sul filo, aggrappati alla speranza di non dover mai fronteggiare un’emergenza.

Quando questa storia finirà, cerchiamo di ricordarci di cosa abbiamo davvero bisogno.

(nella foto: E. Hopper “Rooms by the sea” – 1951)

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