RETE LIBERA, NON RETORICA

In questi giorni ci stiamo accorgendo quanto sia difficile, anche in un momento di grave allarme, convincere le persone a restare in casa.

Al di là delle ronde stradali e agli inviti ripetuti fino alla noia, è questo il momento in cui la politica deve dimostrare di saper accantonare la retorica ed essere più efficace.

La tecnologia, di cui spesso subiamo passivamente gli effetti ma non utilizziamo pienamente le potenzialità, potrebbe venire in nostro aiuto.

Un provvedimento utile, per il quale le autorità potrebbero spendersi, sarebbe l’apertura, almeno temporanea, delle reti wi-fi.

Non c’è momento migliore per invocare l’accesso gratuito alla rete per tutti, senza attendere le “cortesi concessioni” di “solidarietà digitale”, che in questo momento le compagnie telefoniche stanno cercando di promuovere.

Non tutte le famiglie, infatti, hanno a disposizione un abbonamento “flat” alla rete internet, usufruiscono viceversa di connessioni con una limitazione in termini di giga.

L’apertura della rete, libera o anche tramite una password comune, consentirebbe a tutti di accedere ai contenuti multimediali delle piattaforme free, come ad esempio raiplay, che offrono contenuti non solo di natura ludica (cinema, musica) ma anche didattici e di intrattenimento per i bambini, senza il timore di costi aggiuntivi o, peggio ancora, di restare disconnessi.

A questo si aggiunge la possibilità di lavorare da casa, degli studenti di collegarsi con gli insegnanti e alle persone in generale di fare videochiamate per sentirsi più vicini ai propri cari.

Ritengo doveroso che il nostro territorio, “offerto” agli operatori di telefonia attraverso l’impianto di antenne “ripetitori” (al servizio anche delle reti di vigilanza cittadina), nonché lo sventramento delle strade per la posa della fibra ottica, con tutti i rischi da inquinamento ambientale conseguenti, chieda indietro il diritto di poter liberamente usufruire della rete in questo momento di emergenza.

Ai cittadini che tollerano sacrifici, vanno riconosciuti diritti.

La politica si occupi di questo, se può, ed ottenga un risultato, se riesce.

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