9 METE ALTERNATIVE PER IL GIORNO DI PASQUETTA

Questo articolo è dedicato a chi, in questo momento, è chiuso nell’abitacolo di un automobile e scruta l’orizzonte per capire quanto sia lunga la fila davanti a sé. Perché passano gli anni ma, non si sa perché, c’è sempre una quantità irragionevole di persone che il giorno di Pasquetta, con incosciente ottimismo, si avventura in viaggi verso destinazioni difficilmente raggiungibili già nei giorni normali. Oppure sta bestemmiando perché le previsioni meteo portano brutto e tutti i programmi rischiano di saltare.

Nel caso sia troppo tardi, questo brano potrà esservi utile per il prossimo anno, ma questo credo di averlo detto anche l’anno scorso, quindi inutile farsi illusioni.

Comunque ecco nove mete alternative (dieci sarebbe stato un numero tristemente banale) per trascorrere una Pasquetta felice.

Il balcone di casa: Spesso non ci rendiamo conto di quanto sia bello starsene sul balcone. Utilizzati sempre per compiti impegnativi come stendere i panni, innaffiare le piante o custodire i bidoni della differenziata, i balconi delle nostre case meritano di essere frequentati anche per occasioni piacevoli e di tutto riposo. Ad esempio va considerato quanto sia confortevole e semplice pranzare sul balcone di casa. Alcuni posseggono anche balconi con meravigliose viste su cortili o su strade cittadine piene di simpatica umanità. Ma anche un balcone con vista tangenziale può avere un suo fascino. Inoltre dal balcone di casa si possono sempre intrattenere discussioni di grande profondità culturale con i vicini, a loro volta affacciati dai loro balconi.

La vasca da bagno: Purtroppo questo elemento, una volta sempre presente nei nostri servizi igienici, sta lentamente scomparendo a favore della doccia che consuma meno acqua e ci invita a fare più alla svelta. I giovani di oggi non conoscono la comodità e la pace della quale si può godere nella nostra vasca da bagno, spesso la sostituiscono con vasche idromassaggio di anonime SPA che devono condividere con estranei dei quali non conosciamo il grado di sensibilità igienica. Nella nostra vasca da bagno, inoltre, si può restare, immersi in una giungla di schiuma, un tempo illimitato raggiungendo un grado di concentrazione pari a quello del Mahatma Gandhi nella sua migliore prestazione Zen.

Al supermercato: Se non si possiede un balcone e neanche una vasca da bagno, allora si può optare per una meta all’esterno. Per questa destinazione occorre avere vicino casa un grande supermercato, di quelli dove ci puoi anche pranzare e che ha anche un reparto elettronica per fermarsi a guardare il telegiornale se lo si preferisce. Ci si può andare da soli o in compagnia, non serve fare la spesa anche se è consigliabile prendere un bel carrello all’ingresso perché girare con il carrello è sempre più divertente. In caso di clima all’esterno molto caldo, è piacevole soffermarsi per molto tempo al reparto surgelati, anche se l’area più attraente è naturalmente quella dell’arredo giardino con comodissime sdraio sulle quali non c’è mai scritto “vietato sedersi”.

A comprare le sigarette: Se si desidera andare fuori di casa ma senza impegni particolari, si può rispolverare una scusa classica. Storicamente la più gettonata rimane quella delle sigarette. Taluni, perseguitati, imparano a fumare proprio per poter dire “Vado a comprare le sigarette” e sparire. Una volta fuori basterà spegnere il cellulare e darsi al vagabondaggio. A seconda dei casi, si può ritornare tra le mure domestiche in serata o direttamente il giorno dopo. Non è obbligatorio comprare le sigarette, anzi sarebbe meglio togliersi proprio il vizio.

A pisciare il cane: E’ l’alternativa salutista dell’acquisto delle sigarette. Condizione significativa è quella di possedere un cane. Se non lo si possiede, bisogna provvedere almeno a farselo prestare, magari da qualche giorno prima per non ingenerare sospetti in famiglia. Il metodo è probabilmente ancora più efficace del precedente, perché il cane può avere bisogno di uscire anche alle sei di mattina, mentre tutti gli altri dormono e non c’è bisogno di dare spiegazioni nell’immediato. Al massimo si può lasciare un biglietto sul tavolo della cucina con poche, laconiche, parole. Ovviamente i avrà cura di portare con sé non solo la toiletta del cane ma anche una colazione a sacco, in modo da fare ritorno solo a Pasquetta terminata. Il tempo in mezzo può essere utilizzato per inventare una storia plausibile (tipo che il cane è scappato, che non gli veniva la pipì o che sono arrivati gli alieni e “ci hanno rapiti entrambi”).

In garage: Il giorno di Pasquetta è uno di quei rari giorni in cui si sente quell’insopprimibile bisogno di andare in garage a mettere un po’ le cose in ordine. Una volta in garage (ma vale anche la soffitta) ci si perde in una serie di cose che giacevano dimenticate da decenni e se ne viene travolti. Capita anche che a travolgerci non siano le cose materiali, ma la nostalgia. E così, là si rimane, per tutto il giorno.

Nell’orto condominiale: Anche se non ce ne siamo accorti, la maggior parte dei còndomini hanno in dotazione un piccolo orto che viene coltivato dal vecchio che abita al piano rialzato, che per anni abbiamo pensato fosse un giardiniere o un passante che rubava i mazzetti di insalata. Invece quell’orto appartiene in misura millesimale a tutti i proprietari dello stabile ma non frega a nessuno, anche perché non compare mai nelle spese da ripartire. Nel giorno di Pasquetta si potrebbe fare un tentativo di approccio con l’orto ma soprattutto con il vecchio contadino, almeno a chiedergli come si chiama e cosa sta piantando. Finisce che ci si appassiona e si trascorre la giornata a zappare per la posa delle piante di zucca o a fare i solchi per posare i pomodori.

Casa dei nonni: Prerogativa necessaria è avere ancora dei nonni viventi (ne basta anche uno soltanto) e che questi vivano nella nostra stessa città (se vivono lontano si può ricadere nel caos generato dai gitanti di cui sopra). I nonni che vivono vicino a noi sono quelli più sfortunati perché si pensa sempre che “si può andare a trovarli ogni giorno” ed invece non ci andiamo mai mentre dai nonni che vivono in campagna o al mare, almeno finiamo per andarci per le feste. Per questo la Pasquetta è l’occasione giusta per passare il giorno con i nonni, pranzando in loro compagnia, giocando a carte, guardando la televisione, ascoltando aneddoti eccetera. E anche facendosi qualche foto insieme, che facciamo centinaia di foto inutili e poi non abbiamo neanche una foto con i nostri nonni

Alla mensa dei poveri: In questo caso ci si può rivolgere alla nostra chiesa di riferimento. Al sacerdote o a qualcuno che già si occupa di volontariato. Siccome preparare il pranzo per i meno abbienti è un lavoro impegnativo, anche se siamo costretti a spostarci di qualche chilometro, questo non sarà un impedimento perché dovremo partire presto, quando il traffico è ancora fluido. Trascorrere il giorno di pasquetta occupandosi delle persone meno fortunate di noi ha anche uno splendido effetto collaterale: si può decidere di rifarlo (anche se non è Pasquetta).

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