MANIFESTO PER TEMPI DISSOLUTI

Nel mondo magico di Fabio Genovesi, accanto al fruscio morbido delle ruote delle bici, si muovono le onde del mare.

Il suo mare, quello di Forte dei Marmi, quinta scenica dei suoi primi romanzi (“Versilia Rock city”, “Esche vive”…) ma anche il mare degli oceani teatro di imprese, scontri epici e creature misteriose.

Con “Il Calamaro gigante” edito da Feltrinelli nel 2021, penultimo libro dell’autore toscano (è appena uscito “Oro puro” per Mondadori) Genovesi esce dal suo impianto classico e apparecchia un manuale di avventura, quasi un romanzo a puntate, alla ricerca del mostro più mostruoso degli abissi: il Kraken, proprio lui, “il calamaro gigante”.

E così si scopre che ciò che sembra leggenda è viceversa la storia di chi un bel giorno ha mollato tutto e si è messo alla ricerca di quell’essere dalle sembianze di una piovra che aveva (ma sarebbe meglio dire ha) le dimensioni e la forza di stritolare una nave.

Chi assicura di averlo visto ne descrive i tentacoli enormi e la ferocia, come i marinai francesi che all’alba del XIX^ secolo ne raccontarono le gesta al naturalista francese Pierre Denise de Montfort (la copertina del libro è una sua illustrazione), che inserì la piovra nel suo manuale di storia dei molluschi del 1802, ottenendo in cambio solo le irrisioni dei colleghi e l’isolamento scientifico che lo portò alla rovina.

Ma prima di lui lo avevano inseguito l’esploratore Francesco Negri “Un pesce di smisurata grandezza” scrive “con molte corna o braccia alle sue estremità…”, il vescovo Erik Pontoppidan e il capitano Bouyer che ispirò Verne nel suo capolavoro “Ventimila leghe sotto i mari”.

Per avere prova dell’esistenza del Kraken dovremmo interrogare il capodoglio, che ne è ghiotto e con il quale ingaggia duelli colossali nella profondità degli oceani. Ma queste battaglie epiche le possiamo solo immaginare.

Infatti “Del mare non sappiamo nulla” (che è esattamente l’incipit de “Il calamaro gigante”) ma possiamo imparare tanto.

Ma ci vuole coraggio ad uscire dal nostro stanzino e ad affacciarsi su quel panorama immenso.

E il mondo eccolo là, spaventosamente, meravigliosamente sconosciuto, più gigante del calamaro gigante, più colossale del calamaro colossale, smisuratamente più grande di noi”.

Scrive così Fabio Genovesi che ha la capacità di convincerci dell’esistenza dei mostri marini, del Celacanto (un mitico pesce fossile) e persino di Babbo Natale mentre gli uomini, i mostri contemporanei, riempiono il mare di plastiche che vanno a formare un’isola grande come tre France, inaffondabile, nel Pacifico.

Quella sì, visibile, ma galleggiante nella completa indifferenza.

Solo un altro esempio di quanto siamo diventati inadatti e dannosi per la natura.

Con la sua scrittura leggera, alternando la cronaca dei libri di storia ai suoi ricordi bambini, Genovesi costruisce una vera dichiarazione d’amore per il mare.

Un diario di bordo per autentici navigatori, mappa per viaggiatori coraggiosi, manifesto ambientalista per i nostri tempi dissoluti.

Fabio Genovesi sarà al Festival Salerno letteratura, sabato 17 giugno alle ore 20 a Largo Barbuti in “Cristoforo Colombo, che storia!” per la presentazione del suo nuovo libro “Oro Puro” (Mondadori, 2023).

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