Il teorema del vicino di casa molesto

Ha suscitato molto interesse l’argomento dei “vicini di casa” che, al pari della desertificazione e della minaccia nucleare, rappresenta una delle maggiori problematiche sociali a livello mondiale.

Gli architetti, in particolare, non riescono mai a realizzare niente di quello che hanno progettato a causa dei vicini di casa (si veda: “SFIDE: L’architetto contro i vicini di casa“).

Come già ho avuto modo di spiegare, i vicini di casa sono esseri appartenenti ad una specie vivente imperscrutabile che si mimetizza, tanto da sembrare estranei, in ambienti chiamati “cortili”, “scale”, “garage interrati”, rimanendo nel completo anonimato; ma vengono improvvisamente alla luce non appena vi sono dei lavori edilizi da effettuare.

Giova specificare che esistono due tipologie di vicini di casa molesti. Il vicino di casa molesto perché sta effettuando lui i lavori ed il vicino di casa molesto perché siamo noi che stiamo effettuando i lavori. Ovviamente in questa sede ci occuperemo di questa seconda categoria, dai cui requisiti dipende il buon esito proprio dei lavori.

Accurati studi matematici stanno provando a misurare l’effetto molesto del vicino di casa. Per questo è stata creata una nuova unità di misura, battezzata “Fastidio” (F).

Il “Fastidio” è un valore che può variare da zero ad infinito. Il “Fastidio” nullo è quello provocato da un vicino di casa sordo, quasi Santo, senza figli né eredi diretti, che solitamente vive altrove. Si tratta di una situazione puramente teorica non esistente in natura e riproducibile solamente in laboratorio, praticamente perfetta per chiunque voglia effettuare lavori edilizi presso il proprio appartamento.

Il valore del “Fastidio” è funzione di vari fattori tabellari. Vediamo quali.

  • Le “Caratteristiche genealogiche” (Cg) del vicino di casa, tipo l’anagrafe, il titolo di studio, la classe sociale ecc. Ad esempio, secondo gli studiosi i peggiori vicini di casa sono compresi nella fascia d’età tra i 50 e i 65 anni.
  •  L’eventuale esistenza di “Parenti invadenti” (Pi) del vicino di casa. Peggio ancora se eredi diretti e con professionalità inopportune, ad esempio sono aggravanti i parenti tecnici. Si tenga presente che, in questo caso, il massimo del fastidio si ha quando il vicino di casa ha un figlio avvocato. Questi dati sono denominati “Attributi” (a) e compaiono nel teorema come esponente.
  • La quota detta “presunzione immobiliare” (Π) che calcola il grado di interesse del vicino di casa sull’appartamento oggetto dei lavori, nonché le sue pretese su parti comuni, servitù di passaggio, impianti in comune ecc.. Un vicino con queste dinamiche in atto sarà irritante fino allo sfinimento. Π è un fattore che incide moltissimo anche sulle compravendite degli immobili ed in generale su qualsiasi momento della vita domestica. Tipo una fatwa.
  • La quantità di “Rumore” (R) che si produce durante i lavori. In questo valore sono comprese anche le attenzioni che i manovali mettono nell’esecuzione dei lavori, tipo non usare il martello pneumatico elettrico alle sette di mattina o subito dopo pranzo. Non rovesciare bidoni di cemento a presa rapida nel tombino del cortile, non rompere tubature del gas o dell’acqua o fare fori nelle pareti perimetrali sbucando nell’appartamento accanto, eccetera.
  • Il grado di “Tolleranza mentale” (Tm) del vicino di casa, cioè le sue condizioni psicologiche. Il valore della “Tolleranza mentale”, se non si dispone di una diagnosi clinica precisa, è difficile da valutare preventivamente. Tale valore è senza dubbio quello più importante poiché compare al denominatore e quindi più la tolleranza si avvicina allo zero tanto più il “Fastidio” provocato dal vicino di casa aumenta.   

Alla luce di queste considerazioni, il “Teorema del vicino di casa molesto”, così recita:

“Il Fastidio provocato da un vicino di casa molesto in caso di lavori edilizi è pari alla somma tra le sue caratteristiche genealogiche ed il prodotto tra l’esistenza di parenti invadenti elevato ai loro attributi, la presunzione immobiliare e la quantità di rumore prodotto. Il tutto diviso per il suo grado di tolleranza mentale”.

F =  [Cg + (Pia x Π x R)]/Tm

Da cui deriva l’inevitabile corollario per cui il limite della funzione “Fastidio” quando il valore della tolleranza mentale tende a zero, è infinito.

Lim f(F) se Tm tende a zero,  F =

In base al “Teorema del vicino di casa molesto” e al risultato di “F” esistono quattro tipologie di lavori edilizi.

0<F<100 – Lavori tranquilli: Inconvenienti praticamente assenti, clima sereno, stress minimo. Tempi rapidi. 

100<F<500 – Lavori impegnativi: Taluni inconvenienti, prudenti precauzioni, obiezioni e relative discussioni, tensioni superabili. Tempi sostenibili.

500<F<1000 – Lavori complicati: Questioni quasi quotidiane, operazioni sottoposte a soste forzate, discussioni animate, nervosismo costante. Tempi lunghi.

F>1000 – Lavori impossibili: Liti verbali e fisiche, sopralluoghi di periti tuttologi, avvocati che evocano codici severissimi ed immaginari. Stress insostenibile. Tempi biblici.

Secondo gli studiosi, con valori di “Fastidio” che superano quota 2000 non è possibile effettuare nessun lavoro edile, nemmeno la sostituzione del citofono.

Ai più attenti non sarà sfuggito che esiste un rapporto di proporzionalità diretta tra il “Fastidio” provocato dal vicino di casa molesto ed il tempo di esecuzione dei lavori, questo è l’oggetto del “Secondo Teorema del vicino di casa molesto”, del quale parleremo, forse, in futuro.

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