Anche

La mia amica Franca, che lavora in banca, dice di essere stata sfortunata.

Per me non è così.

“Franca tu sei solo stanca!”. Le dicevo quando andavo da lei.

“Riposati!”. Le ripetevo.

Invece Franca, una Domenica, decide che quel giorno si imbianca casa, così mentre sbianca le pareti del soggiorno, ecco che il marito spalanca la porta ed urta la scala. Franca cade e si rompe l’anca.

Di corsa la portano alla clinica San Carlo, San Cà per brevità.

Il dottor Lancath, Lanca per gli amici, originario dello Sri Lanka, sistema l’anca di Franca, con una zanca in titanio. “Abbia cura dell’anca signora Franca”, le dice.

Franca è cianca ma non molla. E mentre dipinge la cassapanca bianca, l’anca le sbanda: Franca si sbilancia e sbatte l’anca. Non l’anca guasta, ma l’altra anca. Sviene e sbianca.    

Ma quel giorno alla clinica San Ca’, il dottor Lanca manca.

“E’ ad Ankara. Nella chianca del fratello che è in bianco. Senza manco una palanca”.

Franca arranca su una panca: stanca si tiene l’anca, mentre alla radio passa Paul Anka.

Difficile trovare un ortopedico ora: “è una branca complicata” dice l’anziano assistente del dottor Lanca alla clinica San Cà.  

“Ma opera ancora anche?” gli chiedono.

“Certo! Anche le anche, ma oramai son la riserva, sono in panca”.    

Era destino: a Franca sbagliano anca.

Quando torna il dottor Lanca, Franca ha un’anca sghemba e un’anca ancora scianca.

“Signora Franca mi dica: a quale anca le manca la zanca?”.

“Dottore, ora son tutta stanca e mi dolgono le due anche”.

“Anche l’anca con la zanca?”.

“Tutto. Anche le anche”, risponde Franca.  

Alla clinica San Cà, Lanca non manca l’anca di Franca. Ripara Franca, ma senza zanca.

Quando Franca torna in banca non è più stanca. Convive anche con le sue anche. Con l’anca con la zanca, e anche con l’anca senza la zanca.  

Di tanto in tanto Franca balla il cancan. Con l’anca sbilenca incanta: certo, si sfianca, ma sbanca.

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