IL PIANO INCLINATO

Con la pubblicazione del bando di gara da parte dell’ANAS per assegnare la redazione del progetto definitivo e la realizzazione della galleria Minori-Maiori, si è riaperta la discussione sulla concreta opportunità di un’opera così straordinaria e divisiva.

La maggioranza dei cittadini ritiene che, nonostante l’opera sia chiaramente osteggiata da una parte della popolazione, la sua accettazione sia stata inevitabile, poiché «calata dall’alto», da soggetti sconosciuti e irraggiungibili, organica ad un finanziamento da 100 milioni di euro disposto dalla Regione a favore della mobilità in costiera amalfitana, dunque irrinunciabile.

Ma non è esattamente così.

Una comunità è sempre padrone del proprio destino e può decidere di rimandare al mittente opere che ritiene non necessarie. Nel caso della galleria Minori-Maiori, la creazione dei presupposti per arrivare alla pubblicazione del bando di gara, ha chiamato in causa il consiglio comunale che esprimendosi a favore ha inclinato il piano lungo il quale la realizzazione dell’opera ora sta irreparabilmente scivolando.

Va premesso che fu lo stesso Consiglio Comunale, solo pochi anni prima ad approvare il nuovo Piano urbanistico dove della galleria non v’è traccia. E anche a finanziare un progetto di riqualificazione e ridisegno del lungomare, dando l’incarico ad un ingegnere, già collaboratore del Comune, per una cifra di circa 10000 euro. Previsioni spazzate via dalle disposizioni convalidate l’11 giugno del 2020, quando in Consiglio Comunale venne discussa “La variante alla S.S. 163 tra gli abitati di Minori e Maiori in località Torre Mezzacapo”.

Tale delibera, già pubblica, è stata recentemente divulgata in un gruppo Facebook denominato “No tunnel Minori-Maiori”. Così ora tutti possono leggere non solo i contenuti, ma anche i toni di quel dibattito, superficiale e piuttosto sbrigativo, che ha stabilito, così pare, i destini del «fronte mare» della cittadina di Minori.

Tanto per cominciare, è curioso che nella proposta portata all’attenzione degli amministratori, non compaia la parola “galleria”, né tantomeno “tunnel” o “traforo” o qualsiasi altro sinonimo, ma si discuta di una “variante” alla strada statale.

Dalla lettura della delibera si apprende che alla seduta di quel Consiglio Comunale erano presenti, oltre al primo cittadino relatore della proposta, tutti i consiglieri di maggioranza (uno arrivò dopo l’appello) tranne una, quindi cinque. Che, unitamente al primo cittadino, votarono a favore.

I tre esponenti della minoranza, viceversa, votarono contro.

La delibera, ovvero l’approvazione dello studio di fattibilità del progetto con tutti i relativi atti (tra cui la modifica del piano urbanistico comunale) passò dunque con 6 voti a favore e 3 contrari (vedi immagine in fondo all’articolo).

Questo significa che sarebbero bastati due consiglieri comunali dissenzienti, o anche un solo dissenziente ed un astenuto ad evitare che il progetto della galleria si mettesse «in moto».

Tuttavia pur non dissentendo completamente, avrebbero potuto chiedere ulteriori chiarimenti, farsi assistere da tecnici, invocare un’assemblea popolare, pretendere delle garanzie. Ma non lo fecero, si limitarono a votare a favore.

Di questi cinque consiglieri comunali, uno prese la parola, dichiarando (si presume anche a nome degli altri) che avendo “dato uno sguardo” (cit.) al progetto siano sorti “tanti dubbi”. Per questo motivo, nel tentativo di impedire che “nessun danno sia provocato da nessun punto di vista ambientale, inquinamento ecc.” chiese che alla delibera venisse allegato il parere della commissione locale per il paesaggio alle cui prescrizioni affidava la tutela di cui sopra.

Spiace osservare, però, che tale parere, siccome (a meno di richieste di deroghe) le indicazioni del Codice della Strada sono predominanti rispetto a quelle di una commissione locale del paesaggio, sia stato ignorato.

Va infine aggiunto che a tale seduta erano presenti anche i due assessori esterni (ovvero i due candidati che raccolsero più consensi alle ultime elezioni) che, poiché silenti al pari degli altri, pur non avendo diritto al voto, si ritiene siano stati ugualmente concordi nell’approvazione della delibera.

E’ indubbio ritenere che i consiglieri comunali, al di là della speranza di condizionare un progetto di decine di milioni di euro, con il parere di una commissione edilizia locale, abbiamo votato in piena coscienza, liberamente, senza condizionamenti di nessun tipo e assolutamente consapevoli del tipo di opera che andavano ad approvare.

E’ altrettanto lecito chiedersi, però, se avessero tutti visionato non dico nell’interezza (sono ben 167) i documenti a loro disposizione che formavano il corpo del progetto, ma almeno quelli più importanti, come ad esempio le planimetrie, le foto simulazioni, lo schema delle aree di cantiere da occupare, i tempi di realizzazione eccetera. Documenti che non dubitiamo abbiamo assolutamente compreso, anche perché, trattandosi di immagini, non necessitavano di particolari competenze.

A tali consiglieri comunali (ricordiamo, in numero di cinque) si potrebbe adesso chiedere se sono ancora convinti di quel voto favorevole, anche alla luce della bocciatura delle osservazioni della commissione locale per il paesaggio e delle problematiche emerse nel frattempo, specie quelle legate al costo e ai tempi di realizzazione dell’opera.

Al di là di ogni considerazione estetica e funzionale (ognuno ha il diritto di farsi piacere e di valutare utile ciò che vuole) sono coscienti, costoro, di essersi assunti, ad esempio, l’onere di approvare un’opera che oltre a sfrattare un’attrezzatura sportiva e un’attività economica, bloccherà l’esercizio di diverse altre confinate in un’area di cantiere non si sa per quanto tempo (la realizzazione di questo tipo di opere pubbliche in genere in Italia dura non meno di 10 anni)?.

Hanno compreso che circa un terzo del lungomare sarà occupato da una carreggiata stradale nella porzione a nord mentre l’ultima parte della passeggiata (dove attualmente vi è il campo di calcetto) sarà sostituita da una rampa? Hanno contezza che tale rampa, circa 4 metri di dislivello distribuiti in 50 metri (ovvero all’8% di pendenza, al limite della norma per una rampa per disabili) cambierà per sempre la vista dal mare della cittadina (non a caso un foto inserimento dal mare non è ancora stato prodotto).

Infine, per brevità, sempre a puro titolo di esempio, tali consiglieri sanno che nel caso durante lo svuotamento della sezione stradale (tramite esplosivi come è previsto nello studio di fattibilità) in roccia sulla quale, oltre al sentiero dei limoni, vi sono le case del villaggio “Torre”, dovessero verificarsi degli smottamenti o peggio ancora dei crolli, il danno sociale, economico e particolare della comunità sarebbe irreversibile?.

I consiglieri comunali non rispondono in sede penale, né civile delle loro decisioni, tuttavia la responsabilità morale di ciò che stabiliscono, pur non sottoposta ai codici di legge, è enorme.

Chi, l’11 giugno del 2020, ha votato a favore di quella delibera, è perfettamente conscio delle responsabilità che si è assunto non solo verso se stesso ma soprattutto nei confronti della comunità di Minori?.

Essere amministratori significa accettare dei rischi, un voto in consiglio comunale, quell’alzata di mano, a volte può essere un macigno.

Siccome tali consiglieri (così come gli assessori esterni) non sono né irraggiungibili né tantomeno sconosciuti, prima di indire un referendum e provare a raccogliere 1500 firme per abrogare tale delibera, si potrebbe chiedere innanzitutto a loro,  se sono ancora convinti della bontà del progetto sul quale hanno votato a favore. E, a maggior ragione, chiederlo anche a chi di loro ha dato già la disponibilità a subentrare al primo cittadino alle prossime elezioni comunali o intende farlo.

Tramite un gesto chiarificatore, di coerenza, potrebbero persino spontaneamente, con lo strumento che ritengono più adeguato, farlo sapere alla cittadinanza.

Nonostante abbiano oramai inclinato il piano, magari alcuni di loro, ne basterebbero due, potrebbero manifestare l’intenzione di “ripensare” quella decisione.

Di invertire il pendio.

La composizione del Consiglio Comunale e l’esito del voto.

per chi ha un profilo Facebook il gruppo “No tunnel Minori Maiori” si trova all’indirizzo: https://www.facebook.com/groups/777932286607892

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