L’ARCHINUTILE

maniglia-gonfiabileDopo la riforma dell’università anche l’architetto, che prima era solo un architetto e basta, ha aggiunto altre varietà di titoli al suo curriculum. Oggi definirsi semplicemente architetto è tremendamente banale, occorre aggiungerci almeno un aggettivo; per questo vanno per la maggiore gli ambientali, i paesaggisti, gli urbanisti, gli architetti d’interni, gli specialisti nel ramo “sicurezza”, ma anche quelli che preferiscono dotarsi dell’attributo in inglese, ad esempio il light designer, il manager, il fashion ecc.  Ma in realtà, vista la considerazione che si ha degli architetti in Italia, pressoché pari a zero, circa il 90% degli architetti appartengono ad un’unica categoria: quella dell’Archinutile.

Per riconoscere un Archinutile basta fare un semplice esperimento: si provi durante un suo incarico a fare a meno di lui per un mese e controllare le conseguenze. Se quest’ultime sono nulle o irrilevanti, ma soprattutto se nessuno invoca il suo intervento, allora ci troviamo in presenza di un Archinutile.

L’Archinutile si divide in cinque categorie, a volte un singolo Archinutile può appartenere anche a più di una di queste; se è particolarmente abile ed intraprendente addirittura a tutte, ma questo solo se vuole sentirsi davvero inutile. Le categorie sono le seguenti:

–        L’Archinutile Burocratico (AIB): Questo tipo di professionista è in grande crescita sul mercato lavorativo tricolore, in quanto le carte da sbrigare aumentano sempre di più, anche per ristrutturare un bagno o aprire una finestra si produce una quantità di documenti stimabile in quintali, per cui la presenza dell’Archinutile burocratico viene subito invocata, in genere con la motivazione: “bisogna stare a posto”. Ovviamente le carte che prepara l’Archinutile non vengono analizzate da nessuno, né dal committente né tantomeno dall’ufficio tecnico comunale che le inserisce nella catasta dei documenti da esaminare e che non esaminerà mai. Al limite lo faranno i vigili dopo la segnalazione del vicino di casa. Ovviamente, le carte non vengono visionate neanche dall’esecutore dei lavori che pure le sottoscrive, ma con la sufficienza con la quale firmerebbe il libro degli ospiti di una mostra di impressionisti fiamminghi. Qualcuno potrebbe obiettare che “le carte” sono necessarie; questo sarebbe vero se  queste servissero davvero a qualcosa, cosa che però capita in una percentuale irrilevante dei casi.

–        L’Archinutile Creativo (AIC): Viene chiamato in causa in particolari casi in cui il committente ha bisogno di qualche idea geniale che non è riuscita a trovare in nessuna rivista da 1,50 euro in edicola o attraverso le varie consulenze che attinge al mercato della frutta o dal parrucchiere. A questo punto viene convocato L’Archinutile creativo che lavora con grande passione per sviluppare un progetto di elevata originalità ed assolutamente innovativo. Nel frattempo il committente ha conosciuto un artigiano che nella metà del tempo non solo ha partorito idee praticamente sensazionali, ma anche, improvvisamente e ad un prezzo assolutamente contenuto (secondo lui), le ha anche realizzate. Alla luce di questo provvidenziale intervento il lavoro dell’Archinutile creativo, prodotto ovviamente senza nessun risarcimento in denaro, viene accolto con un “grazie, ma ora ci devo pensare”, che significa “addio”.

–        L’Archinutile dei particolari (AIP): Si tratta di quella categoria di Archinutili che conferiscono grande passione ed impegno nello studio di dettagli costruttivi o soluzioni suggestive che riguardano pezzi speciali. Per poter comunicare queste geniali invenzioni principalmente agli artigiani, l’Archinutile dei particolari realizza disegni, anche in assonometria, a scale molto piccole, con precisione decimale al millimetro. In alcuni casi impiega moltissimo tempo anche ad aggiungere didascalie, persino colorate, per rendere più chiaro il tutto. L’arrivo di questi grandi rotoli di carta sul cantiere è accolto dai presenti come l’apparizione della cometa di Halley. Alcuni artigiani fingono addirittura dei malori e si allontanano dai luoghi, promettendo di ritornare il giorno dopo. L’Archinutile dei particolari trascorre alcune ore a spiegare a tutti le sue brillanti soluzioni, al termine di questa suggestiva prova di carattere e determinazione, il committente ha un conciliabolo con i presenti sul cantiere, tutti tranne l’Archinutile che viene allontanato con una scusa. Successivamente viene comunicato all’Archinutile dei particolari, che la maggior parte delle sue idee non sono realizzabili, che non esiste il modo di eseguire quei disegni, ma che, soprattutto, costano troppo. Quindi, uno alla volta, tutti i particolari ideati dall’Archinutile vengono accantonati e sostituiti con oggetti standard già presenti sul mercato, tranne (ma solo per compassionevole indulgenza) uno, ad esempio la maniglia della porta della lavanderia, che verrà gentilmente realizzata dal falegname, dopo molta insistenza, e controvoglia.

–        L’Archinutile renderista (AIR): E’ una figura professionale molto comune oggi, viene utilizzata per partecipare ai concorsi (che notoriamente non sono retribuiti), ma anche per convincere clienti refrattari o per fare colpo su indecisi cronici. La prima difficoltà che ha l’Archinutile renderista è far comprendere agli altri che il suo è comunque un lavoro e non si sta esercitando in una specie di videogame. Il secondo ostacolo, che dipende dal primo, è far capire che, siccome trattasi di un lavoro, dovrebbe seguire regolare pagamento, quanto meno quantificando il tempo impiegato. L’Archinutile renderista è particolarmente inutile quando già durante l’esecuzione delle simulazioni, il committente ha cambiato idea e deve sempre ricominciare tutto daccapo. Altra controindicazione dell’Archinutile renderista è che quasi mai viene considerato un vero architetto, al massimo è ritenuto un nerd oppure un perditempo che si è laureato per corrispondenza con la scuola Radioelettra o in Albania. L’Archinutile renderista, non lo sa, ma ha un solo scopo nella vita, essere capace di far capire il progetto a coloro che non sono in grado di comprendere neanche una pianta ed una sezione, circostanza nient’affatto rara in molte commissioni edilizie e/o in soprintendenza (in questi casi diventa semi-utile).

–        L’Archinutile urbanistico (AIU): Viene in genere invocato da politici che vogliono sembrare giovani e/o rivoluzionari, nell’ambito di campagne elettorali in genere comunali, ma vanno bene anche ambiti geografici superiori. Come in tutte gli affidi politici, viene subito avvertito che sarà ricompensato con incarichi successivi, tipo diventare assessore ai lavori pubblici o vincere appalti di diversi milioni di euro. Davanti a queste magnifiche promesse, l’Archinutile urbanista  si dà un gran da fare, pianificando interi quartieri ecologici, di grande ispirazione architettonica, con riferimenti ai grandi maestri del contemporaneo. Tutti sforzi assolutamente vani, in quanto incomprensibili al 99,9% della popolazione. L’unica domanda che gli verrà rivolta è quanti posti letto sarà riuscito a sistemare, quanto potrebbe costare realizzarlo e quanti voti pensa di portare in dote alla causa. Inutile dire che qualsiasi sia l’esito delle elezioni, l’Archinutile urbanista verrà messo da parte perché nel frattempo un geometra utilissimo avrà portato il triplo dei suoi voti, regalando ricariche telefoniche e buoni spesa da Etè.

L’Archinutile è sostanzialmente un elemento neutro ed inoffensivo, poiché durante un qualsiasi ciclo lavorativo tutti gli addetti ai lavori sono consapevoli della sua inutilità, tutti tranne lui che, in principio si ritiene indispensabile, poi progressivamente comprende di non contare quanto crede, alla fine prende coscienza delle sue vere mansioni e si preoccupa unicamente di come farsi pagare.

N.B.: Il gradino immediatamente successivo dell’Archinutile è l’Archinocivo, del quale parleremo prossimamente.

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