LA FAMIGLIA NEL BOSCO VERTICALE

Continuano a preoccupare le condizioni della famiglia nel bosco verticale. Un vero e proprio dramma che occupa oramai stabilmente le pagine dei quotidiani e il palinsesto televisivo.

Una vicenda tanto spiacevole quanto emblematica del limite tra le libertà, le ambizioni individuali e l’inevitabile costo della vita.

Certamente la coppia di professionisti non immaginava che acquistare un appartamento al primo piano nel condominio denominato “Bosco Verticale”, nel quartiere Isola di Milano potesse compromettere la stabilità economica, fisica e mentale della propria famiglia. L’acquisto dell’immobile era stato viceversa salutato come un traguardo della “middle class” italiana, raggiunto dopo anni di lavoro e risparmi ed agevolato dalle mutate condizioni politiche.

Una lenta ascesa lungo la scala sociale a dimostrazione che un nuovo «miracolo italiano» fosse possibile. Un miracolo ecologicamente sostenibile dunque eticamente tranquillizzante, che indica Milano come teatro ideale per il riscatto della media borghesia.

Possedere un appartamento al “Bosco Verticale” è oggi il certificato (catastale) che il ceto medio, popolo della partita iva, può esibire per l’ingresso nell’élite pubblica.

Un sogno, però, di breve durata.

Galeotta fu un’inattesa invasione di Takahashia e Popillia japonica, famigerati coleotteri nipponici e temibile minaccia per le ortensie e i roverelli alloggiati sui balconi. L’assalto artropode costrinse l’amministratore a recapitare solleciti di pagamento, in ragione dei millesimi di proprietà, per spese straordinarie da destinare ad un intervento urgente dei «Flying gardeners» per un costo di 1000 euro in media a nucleo familiare. Raggiunta da questa spesa imprevista, la famiglia nel Bosco Verticale è stata costretta a ricorrere dapprima ad un prestito e successivamente ad altre rinunce, necessarie a tamponare la rateizzazione delle onerose quote standard condominiali, circa 1500 euro mensili, già ampiamente in arretrato.

Le sopraggiunte difficoltà economiche della famiglia nel Bosco Verticale hanno inevitabilmente modificato le loro abitudini mondane. La lei della coppia, in un’intervista a “Pomeriggio Chic” ha denunciato la oramai sistematica rinuncia agli “Apericena” del venerdì, fino a poco tempo fa considerati imperdibili. Ma in generale, il rialzo dei prezzi nell’area di Porta Nuova ha costretto la coppia in cerca di cibo a migrare verso il quartiere di Chinatown. Tuttavia, in una recente dichiarazione al settimanale “Frugalità”, la coppia, scoraggiata dal rincaro dei ravioli e dei Jian Bing, ha confessato di ricorrere sempre più spesso a pizzerie periferiche dove, si dice, sia ancora possibile rintracciare una “Margherita” sotto i quindici euro ma, vittime della vergogna e preoccupati dal possibile stima sociale, di farlo in incognito.

Il progressivo tracollo della famiglia nel bosco verticale, inoltre, aveva già costretto la coppia a rinunciare al servizio condiviso della palestra e al possesso dell’autovettura privata a causa dell’impossibilità di rintracciare parcheggio nei dintorni (l’acquisto del box privato non venne preso neanche in considerazione). Scelta profetica considerato l’attuale rincaro dei carburanti. La rinuncia all’automobile ha complicato anche il trasporto verso e di ritorno dalla scuola dei tre figli della coppia, minando il rispettivo rapporto di fiducia con i genitori. Le difficoltà a raggiungere i relativi plessi scolastici specie del maggiore che ha avuto la pessima idea di iscriversi ad un istituto tecnico fuori città (un figlio di inquilini del Bosco Verticale dovrebbe frequentare un liceo!). Per questo motivo si valuta la possibilità di separare il giovane dalla famiglia, affidandolo ad una casa famiglia gestita da religiosi che, in cambio della collaborazione nelle pratiche domestiche, sarebbero disposti ad ospitare il ragazzo.

Destino che in futuro, inevitabilmente, potrebbe coinvolgere anche il resto dei figli, determinando di fatto l’allontanamento della prole dai genitori.

Inoltre il baratro economico ha compromesso la salute fisica e mentale della coppia già ampiamente minacciata dalle condizioni al contorno.

Detto che entrambi sono stati costretti ad assumere antistaminici per contrastare le punture di vespe ed altri insetti; in particolare, il lui della coppia, è costantemente ossessionato dall’eventualità che i numerosi curiosi (in particolar modo architetti) possano fotografare l’interno dell’abitazione, violando la sua privacy. Il riposo notturno, inoltre, possibile sollievo, è ostacolato dalle feste eleganti che si consumano, specie nei fine settimana, ai piani alti del condominio.

Infine sulla testa della famiglia nel Bosco Verticale incombe l’avvertimento del cugino di lei, ingegnere (tutti hanno un cugino ingegnere) secondo il quale la crescita della vegetazione, nel giro al massimo di cinque anni a partire da oggi, innescherà fenomeni di dissesto strutturale che renderanno necessari interventi di consolidamento pesante, dall’importo non quantificabile.

Di tutte queste situazioni sono già al corrente i servizi sociali, che promettono di occuparsene presto.

Ne parlerà “Pomeriggio Chic” in una prossima diretta.

(l’immagine di copertina è stata generata tramite AI)

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