LA CITTA’ DEL RUMORE

E’ molto semplice per il viaggiatore raggiungere Rumòria, la città del rumore, è il chiasso stesso che proviene da là a guidarlo lungo la strada che vi conduce.

Oppure gli basta seguire, se ne è capace, gli scooter e le moto di grossa cilindrata che vi si dirigono per attraversarla, a tutte le ore, esibendo in concerto tutti i cavalli dei loro motori truccati.

Scopre così che Rumòria è meta di arcaici raduni motoristici che consistono nello sfrecciare lungo la via principale sgasando e, in caso di improvviso stop, lamentarsi suonando ripetutamente il clacson fino allo sblocco del traffico. In altri casi, gli stessi motociclisti utilizzano Rumòria per provare e dimostrare la potenza dei loro propulsori da fermi, accelerando “a folle” alternatamente tra loro.

Tali manifestazioni provocano la reviviscenza degli antifurto delle auto che riempiono gli occasionali vuoti tra un passaggio e l’altro.

Il viaggiatore, raggiunta Rumòria, ne ha immediatamente un’idea di iperattività.

Il piccolo cartello divieto “evitare rumori inutili”, arrugginitosi alle intemperie, sfoggia un angolo flesso, causato forse dal passaggio incauto di uno di quei furgoni carichi di ferraglia, tubi in pvc, cassette degli attrezzi e demolitori, che si spostano in continuazione violando aree pedonali e invadendo marciapiedi. Derogano ad ogni precauzione sulla sicurezza e il buon senso in nome del «Sacro esercizio del Lavoro» e della sua necessità. O, invocando l’emergenza, vanno a riparare un danno improvviso che tiene in scacco la città provocando rivolte, esclusivamente social-virtuali.

Così il viaggiatore scopre che a Rumòria in ogni piazza, slargo, strada e angolo di strada, fino al più minuscolo dei vicoli, si produce rumore senza soluzione di continuità. D’altronde la struttura urbanistica della città, compatta e vagamente radio centrica, non contempla la presenza di quartieri isolati o acusticamente riparati, anzi, laddove si dovessero verificare rarissimi momenti di tranquillità, con la formazione di oasi di quiete, queste vengono segnalate e immediatamente soppresse.

Il rumore è prodotto non solo per l’impellenza di opere stradali o condominiali, ma anche per intermittenti riunioni che sfociano in convegni pubblici, discussioni, anche notturne o performance artistiche o canore non richieste, fino alla pratica degli sport da strada più anomali quali il tiro al bersaglio, la lotta greco-romana e il calcio storico fiorentino.

Il viaggiatore è stupito da ognuna di codeste attività, dalla passione con la quale vengono esercitate e, al contempo, della frenesia e dell’imperturbabilità degli attori.

Secondo la tradizione corrente, alcune opere, infatti, non hanno mai termine: si tramandano di generazione in generazione.

La caratteristica principale di Rumòria è la presenza di interminabili lavori di scavo e rinterro. Chilometri di cavidotti, tubazioni, pozzetti, nuovi collegamenti in fibra vengono furiosamente posati nei sotterranei della città che, pur tuttavia, nonostante questo, non ottiene mai un progresso reale delle infrastrutture. Squadre di operai, nottetempo, raggiungono Rumòria e vi installano velocemente un cantiere. Si radunano come massoni in un angolo quindi posizionano il minimo della segnaletica indispensabile accompagnate da un cartello compilato col pennarello e iniziano gli scavi.

Nessuno sa veramente di cosa si tratta. Alle prime luci dell’alba richiudono tutto con male odorante asfalto e scompaiono, per ritornare la notte seguente a riaprire lo scavo e rifare tutto daccapo, magari con leggeri avanzamenti nell’ordine di pochi metri.

Gli abitanti di Rumòria, nel corso degli anni hanno sviluppato una forma di sordità latente, mutando geneticamente il sistema uditivo e posizionando la soglia del fastidio a 130 decibel, ben oltre i consueti 90. I bambini nascono già con un grado di ipoacusia lieve, anche gli animali domestici ne soffrono, in compenso sviluppano meglio altri sensi, specie il sesto.

Ad eventuali visitatori che lamentano insofferenza al rumore, rispondono prima con stupore, poi, se le rimostranze proseguono, oppongono le secolari ragioni dell’inospitalità. Nessuno, infatti, è obbligato a sostare a Rumòria, se non proprio per contribuire alla produzione del rumore.

Alcuni particolari inspiegabili di Rumòria emergono dalle indagini del viaggiatore. Ad esempio l’esistenza di un mercato clandestino del silenzio, destinato agli ospiti capitati per sbaglio in città o portaticivi con l’inganno. Stanze insonorizzate con spesse pareti imbottite di lana roccia e tappeti fonoassorbenti vengono locate, anche ad ore, a prezzi da suite imperiali.

La celebrazione, specie in estate con frequenza anche trisettimanale, di singolari festività religiose, parareligiose e laiche, accompagnata da esplosioni fragorosissime, comparabili ad attentati terroristici.

E Infine, le leggende: si narra che ogni abitante di Rumòria possieda un martello elettrico, donatogli dai genitori al compimento della maggiore età e che viga la legge non scritta che possa utilizzarlo in qualsiasi ora del giorno e della notte senza preoccuparsi di dover chiederne autorizzazione.

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