LA BELLA ARCHITETTA ADDORMENTATA NEL BOSCO

(per il ciclo “Favole d’architettura)

C’erano una volta un re e una regina che desideravano tanto che la loro unica figlia diventasse architetta (con la “a” finale, così dicevano loro).

La giovine assecondò i desideri dei genitori e, dopo una brillante carriera accademica, si laureò con una tesi sul restauro “in stile” dei castelli medioevali, ricevendo la votazione di 110 e lode.

Il giorno della festa di laurea, i genitori della ragazza, invitarono al ricevimento tutti i sovrani e le fate dei regni vicini; tutte furono convocate tranne la fata della Soprintendenza, invisa ai sovrani, poiché gli aveva appena bocciato un progetto di sopraelevazione del torrino centrale.

Le fate iniziarono a consegnare i loro doni all’architetta.

La fata dell’Ordine le regalò il timbro, la fata dell’Inarcassa un regime contributivo agevolato di tre anni, la fata del regno di Aruba le donò la firma digitale e quella dell’Agenzia delle Entrate la partita iva, tutto andava più o meno per il meglio finché arrivò la fata della Soprintendenza.

“Non mi avete invitato” disse “ma voglio farle anche io un regalo: sarà l’architetta più brava del regno fino a quando non salirà sulla cima di un ponteggio, dalla quale cadrà e morirà”.

Detto questo la fata sparì in una nuvola di polvere d’archivio.

Allora la più buona delle fate, quella del regno immaginario del Silenzio-Assenso, disse: “Non posso annullare questo incantesimo, ma posso correggerlo: quando cadrà non morirà ma scivolerà in un sonno di cento anni, da cui sarà svegliata solo da un giovane ardimentoso vestito d’azzurro”.

Il re, preoccupato, ordinò allora alla fata dell’Ufficio Tecnico di riscrivere le norme d’attuazione del piano regolatore, per vietare la realizzazione dei ponteggi.

In questo modo, però, i palazzi e i castelli del regno caddero in rovina, gli intonaci e gli stucchi si scollarono, cornicioni si staccarono. Si sfasciarono tetti e alcuni balconi crollarono.

Gli architetti emigrarono tutti, così la giovine divenne, come previsto, l’architetta più brava del regno, poiché l’unica.

Finché alla morte del re, l’architetta volle far costruire per il funerale, proprio dinanzi al castello, un’enorme tribuna per accogliere il maggior numero di ospiti. Dimenticando che, secondo il regolamento dell’ispettorato del lavoro del regno, una tribuna in tubolari metallici veniva considerata, a tutti gli effetti, alla stregua di un ponteggio.

Così, come previsto dall’incantesimo, quando l’architetta giunse sulla cima della tribuna per effettuarne il collaudo, precipitò, inciampando in un batti piede male ancorato.

Cadde a terra e si addormentò come se fosse morta.

La fata del Silenzio-Assenso accorsa disperata, decise allora di avvolgere tutto il castello, compresa la tribuna, in un’impenetrabile foresta di rovi. Quindi chiese che il castello fosse vincolato come bene archeologico cosicchè tutto restasse immutato per decenni. Quindi, per esserne assolutamente certa, lo fece anche sequestrare dalla guardia di finanza. Che appose sulla recinzione il cartello “vietato l’accesso”.

Passarono cento anni, finché da là passò un vigile urbano in divisa estiva.

Era incaricato di controllare il rispetto del divieto di ingresso all’area di cantiere.

Si trattava di un giovane al primo incarico: volle tentare di addentrarsi tra i rovi scoprendo che, magicamente, si aprivano al suo passaggio.

Giunto ai piedi del castello trovò l’architetta addormentata. Controllato che fosse ancora viva, decise di elevarle immediatamente una contravvenzione per violazione dei sigilli.

Fu così che il frusciare della multa destò improvvisamente dal sonno l’architetta.

Allora il vigile, attratto dalla bella, per farsi perdonare, da vero ardimentoso truccò il successivo concorso al Comune, facendola assumere come responsabile del procedimento ai lavori pubblici.

Così, avendo entrambi lo stipendio fisso, decisero di sposarsi.

E vissero felici e contenti.

FOLLOW ME ON TWITTER: @chrideiuliis – search me on LINKEDIN

Sei un architetto? Hai parenti o amici architetti? Allora regala o regalati “L’Architemario in quarantena – Prigionia oziosa di un architetto”. Il libro perfetto per superare in allegria lockdown in zone rosse, arancioni e gialle. CLICCA QUI PER ORDINARLO SU AMAZON

Leggi anche: La Primula Boeris

Il concorso per il padiglione vaccino anti-Covid

Gli Alberisti

Lettera dell’architetto a Babbo Natale (2020)

(Visited 3.130 times, 1 visits today)

2 Comments LA BELLA ARCHITETTA ADDORMENTATA NEL BOSCO

  1. Monica Guariento 21 Gennaio 2021 at 08:27

    bellissima ma il finale no dai …. la bella addormentata diventa principessa non impiegata comunale ! O impiegata comunale is the “new principessa “ ?

    Reply
    1. admin 21 Gennaio 2021 at 17:47

      I titoli nobiliari svaniscono. Il posto fisso è per sempre.

      Reply

Leave A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


9 × 1 =