ZUPPETTE

zuppetta

Oggi l’unica cosa che fa uscire di casa le persone sono i buffet dove si mangia gratis. La gente non crede più a niente: si preoccupa solo di mangiare”, mi disse Veronica davanti al rinfresco di un vernissage.

Hai ragione” le risposi, mentre ingoiavo l’ennesimo sciù al cioccolato, il mio dolce preferito.

E invece bisogna stare sempre all’erta. Basta distrarsi un attimo e parte una discriminazione, ti sottraggono un diritto nell’indifferenza generale”. Stimo Veronica, ha ideologie antiche e principi solidi. Non transige su nulla. Per questo non si è mai sposata, non sarebbe mai scesa a compromessi.

Che oramai la tensione sociale sia ridotta ai minimi storici, lo misuro dalla qualità delle battaglie nelle quali si impegna la mia amica Veronica. La conosco da quasi quarant’anni e, tutte le volte che la incontro, lei prova a convincermi a partecipare ad una manifestazione. Ma io non sono mai andato.

Nel corso degli anni ha lottato per molte cause. In particolare contro le discriminazioni: della donna, dei neri, dei migranti, dei gay, degli ebrei, dei disabili, ma anche per cause come l’aborto, il divorzio e l’antiproibizionismo. In quasi mezzo secolo di lotte e soprusi, ovunque vi fosse una battaglia a favore dei diritti civili, la mia amica Veronica è stata in prima fila. Il punto più alto della sua carriera di manifestante probabilmente fu nel 1986: l’arresto per distribuzione di marijuana, durante un sit-in radicale. In questura Pannella le chiese addirittura se avesse da accendere.

Lei rispose: “No. Non fumo” (ma questo non le impedì in seguito di battersi, sporadicamente, anche per i diritti dei fumatori).

Oggi le discriminazioni si sono rovesciate, sono i discriminati a discriminare, inoltre sono sparite le ideologie, la gente è stanca e non ha tempo per partecipare a niente tranne che ai buffet, nessuno manifesta più per strada, sono tutti buoni ad indignarsi ma solo dal divano di casa, con internet. Veronica, vecchia romantica, non si è arresa. Però fa fatica, la comprendo, a trovare argomenti nuovi. Ragioni serie, che mobilitino le masse scuotendone le coscienze.

L’ho incontrata l’altroieri, magari non ha più la verve di un tempo, ma non molla.

Domani vieni ?” mi ha chiesto, come sempre.

Domani ? dove ?”.

C’è un meeting di pasticcieri, assaggi gratuiti, nel bar in piazza

Ah, buono

Macché buono. Andiamo a protestare”.

Ho pensato che avesse organizzato un picchetto per difendere i diritti dei glicemici o, meglio ancora, dei celiachi.

Domani non posso”. Le dico sempre così. Sono convinto che non sarei credibile in nessuna manifestazione. Mi sentirei fuori luogo, non mi sento tipo da cortei. Inoltre bloccare il traffico mi metterebbe in imbarazzo e anche urlare in un megafono non credo sia uno dei miei migliori talenti.

Se non te la senti, protesteremo anche per te”.

Per cosa protestate ?” le ho chiesto

Contro la discriminazione della zuppetta

La zuppetta napoletana ?”.

(Dicesi “zuppetta napoletana” quel dolce sotto forma di torta, spesso di piccole dimensioni, ovvero mignon, anche detto “Diplomatico” nome derivante dalla sua farcitura, la crema diplomatica: un misto tra crema chantilly e pasticcera. Il dolce, nella variante napoletana, oltre alla crema contiene anche delle amarene sciroppate che, probabilmente, sono una delle cause della sua discriminazione).

Quella. Ti sembra giusto che la zuppetta sia sempre il dolce che nessuno mangia e che poi viene puntalmente buttato nella spazzatura ?”.

Mi immaginai metri cubi di zuppette napoletane ammassate in un enorme discarica di umido.

No. E’ indubbiamente un’ingiustizia”. Effettivamente a volte ci avevo pensato, finiscono subito gli sciù al cioccolato, poi le sfogliatelle, le zeppoline e i cannoli fritti. Finiscono persino i funghetti al caffè che sono terribilmente amari, ma nessuno mangia mai le zuppette.

Cosa proponete ?” le ho chiesto.

Vorremmo che chi ne vuole una la compri a parte”.

Così sparirà dalle guantiere di mignon ?

Si. Chiediamo anche questo”. Ero tentato di dirle che si poteva provare ad eliminare le amarene sciroppate dall’interno e magari provare la variante con il cioccolato, tipo torta millefoglie, ma non me la sono sentita.

Magari lasciando il posto ad altri sciù al cioccolato ?

Bhe, è una possibilità, certo”.

E’ una causa nobile, ti faccio tanti auguri”.

Forse Veronica avrebbe voluto dirmi ancora qualcosa, ma io mi sono allontanato in fretta, pensando se fosse giusto, oggi che non si crede più in niente, credere nelle zuppette.

E’ finita che sono andato alla manifestazione, eravamo in pochi e molti erano venuti solo per gli assaggi, comunque il traffico è rimasto bloccato per quasi un’ora.

Veronica mi ha affidato un megafono ed io ci ho strillato dentro, tantissimo.

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