ZEROSEI

Un giorno si e un giorno no, da circa tre mesi, intorno all’ora di pranzo mi arriva una chiamata da un numero col prefisso zerosei.

Una delle prime volte risposi.

“Pronto?”.

Dall’altra parte una voce di giovane donna dall’accento esotico.

“Pronto. Lei è il signor De Iuliis?”

“Si. Sono io”.

“La chiamo per informarla che abbiamo una nuova offerta per il suo piano tariffario…”.

“Abbia pazienza. Non è il momento”.

“Signor De Iuliis, le rubo solo un minuto…”

“Ora non posso!”.

“E’ davvero molto vantaggiosa..”

“Mi richiami”.

“Signor De Iuliis, l’offerta è in scadenza!”

Attaccai.

Tuttavia l’offerta pare non sia ancora scaduta perché continuano a chiamarmi.

Deve trattarsi di un call-center di telemarketing. Hanno una lista di numeri da contattare. Fino a quando non riescono a parlare con il cliente, continuano a chiamarlo a intervalli regolari. Nel mio caso, un giorno si e un giorno no.

La signorina dell’offerta non lo può sapere ma, mentre sono al lavoro, non è mai il momento per parlare di nuovi piani tariffari.

A quell’ora mi chiamano dai cantieri o dagli uffici tecnici perché è puntualmente sovvenuta qualche complicazione. Oppure mi chiamano persone che hanno un problema e vogliono che io lo risolva. Ovviamente mentre dai cantieri e dagli uffici mi telefonano durante gli orari lavorativi, le persone in difficoltà possono farlo a qualsiasi ora del giorno, persino nei festivi.

Mai che mi chiami qualcuno per darmi una buona notizia!.

Tipo: “signor De Iuliis sono il famoso editore Taldeitali, ho letto i suoi scritti e vorrei che lei pubblicasse per la mia notissima casa editrice”.

Oppure: “signor De Iuliis un suo prozio le ha lasciato uno chalet sull’isola di Tonga. Venga a prenderne immediatamente possesso”.

Ora che ci penso, fu proprio sperando che fosse la notizia di un’eredità o la chiamata di un editore, ad indurmi a rispondere quella volta.

Speranza vana!.

Quindi, quando mi squilla il telefono è sempre per comunicarmi qualcosa di negativo.

In particolare, gli attimi che intercorrono tra lo squillo del telefono e il mio “pronto”, sono i peggiori. Scruto il display terrorizzato: potrebbero sempre essere gli istanti che precedono una tragedia.

Alcuni numeri sono forieri di sciagura: ne sono consapevole.

Altri, per la rarità dei contatti, creano una terrificante suspense.

Peggio è se il numero che compare non è in rubrica: prima di rispondere analizzo le cifre disorientato, cercando di decriptare la natura del mittente.

Se non faccio in tempo a rispondere, in entrambi i casi, preoccupato, richiamo immediatamente.

Le giornate migliori sono quelle in cui il mio cellulare non squilla. Ma sono talmente rare che, in caso di silenzi prolungati, a volte controllo che ci sia la linea o che non l’abbia inavvertitamente spento.

Ho scoperto che l’unico numero che non mi trascina nel panico è proprio quello zerosei.

Scoprire che è lui, la solita, vantaggiosa, offerta del nuovo piano tariffario, mi solleva.

E’ un momento di sottile quanto inspiegabile felicità.

Per questo non rispondo: non vorrei mai che mi togliessero dalla lista dei clienti da contattare.

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