ELOGIO DI MISTER GALEONE

Sulla poesia che provoca una palla che rotola sul prato, di come cambia la storia del mondo a causa di un rigore calciato alto, di vite spezzate per un autogoal e di quanto il calcio sia qualcosa di molto più grande di un semplice sport, lascio il compito di filosofeggiare ad altri, più in grado di me. Io, banalmente, per convincervi a leggere un libro essenziale, specie adesso in tempi di mondiali di calcio, mi cimenterò nel più classico degli espedienti della letteratura da bar: stilare una lista.


Ecco dunque, 10 buoni (direi ottimi) motivi per leggere “I mondiali immaginari” l’ultimo libro di Angelo Carotenuto edito da Sellerio.


1) Perché il libro termina con un verso di una canzone di De Gregori che, nonostante sia contenuta in quello che probabilmente è il miglior album di De Gregori, conoscono solamente i veri appassionati di De Gregori.
2) Perché è un libro di racconti che non hanno i tipici difetti dei racconti ma è anche un romanzo senza i classici difetti del romanzo.
3) Perché uno dei personaggi principali è Giovanni Galeone, detto “Il marinaio”, allenatore ed artefice della storica promozione in serie A del Pescara nel 1987 (bissata nel 1992) conquistata grazie ai suoi principi incrollabili che si fondavano sullo schema 4-3-3.
4) Perché l’altro personaggio principale è tale Orazio Pànama, radiocronista “che parla mille lingue ma non ne conosce nessuna”, la cui vicenda meriterebbe uno spin-off, in un altro libro.
5) Perché Agostino Di Bartolomei riceve, postumi, gli onori che non ha avuto da vivo.
6) Perché per la prima ed unica volta nella storia del calcio, Diego Armando Maradona e Pelè giocano l’uno contro l’altro.
7) Perché ne “I mondiali immaginari” le squadre partecipanti sono solo 32 e non c’è l’incomprensibile ripescaggio delle migliori terze con l’inevitabile sequela di “biscotti”.
8) Perché Baggio non sbaglia nessun rigore fatale.
9) Perché c’è anche l’Italia, ma non una sola, ben quattro Italie: quella di Vittorio Pozzo, quella di Bearzot, quella di Lippi e quella di Sacchi.
10) Per due frasi. La prima a pagina 49: “La dolcezza della menzogna sempre avvolge la memoria, quando non abbiamo voglia di capire” e la seconda che (quasi) chiude il libro a pagina 369: “Certe attese finiscono in un giorno e altre possono durare tutta la vita”.


E, aggiungerei, fuori dalla lista, perché dopo aver letto “I mondiali immaginari” andrete a cercare almeno altri due libri di Carotenuto che parlano uno di calcio e un altro di tennis: “Le canaglie” e “La grammatica del bianco – Un’estate a Wimbledon”.
Ed ora andate e leggetene tutti.

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