MANUALE PRATICO DEL DISSENSO (10 ESEMPI IN TEMPO DI PANDEMIA)

Con la possibilità di raggiungere i congiunti, da lunedì prossimo, saremo tutti inevitabilmente vittime di lunghe, controverse, discussioni.

Non facciamoci trovare impreparati, indifesi, dinanzi a predicatori più abili.

Ecco un piccolo manuale con dieci esempi per riuscire a disapprovare qualsiasi pensiero sostenendo, a seconda dei casi e della convenienza, tesi ed antitesi.

In modo da alimentare la polemica, come da costume italico, all’infinito.

Utile anche per tecnici insinceri e politici insicuri spesso costretti a videochiamate con programmi televisivi.

Ad aiutarci un generico “capro espiatorio” detto “Signor C.”

1 – IRRESPONSABILITA’

“Il signor C. è rientrato dal settentrione e si è messo in quarantena”.

“Eccoli là, i soliti irresponsabili! Sono emigrati al nord? E allora che ci restino. E’ colpa loro se al sud abbiamo rischiato una strage”.

“Alla fine, il signor C. ci ha ripensato e, per prudenza, è rimasto al nord”.

“…e ha lasciato i familiari qui da soli. Questo significa non avere proprio il senso della famiglia. Genitore degenere. Ci vorrebbe la patente anche per mettere al mondo i figli. Vergogna!”.

2 – LAMENTELE

“Il signor C. ha pubblicato un post su facebook nel quale contesta le scelte del governo?”.

“Opportunista! Facile in questo momento prendersela col governo. Avrei voluto vedere gli altri… In questi momenti bisogna obbedire e fidarsi dello Stato. E’ una questione di responsabilità. Lo ha detto anche il Papa”.

“Il signor C. voleva scrivere un post contro il governo sui social, poi si è trattenuto”.

“Ha fatto male. E’ il momento di farsi sentire. Questo è un governo abusivo. Dilettanti allo sbaraglio che creano solo confusione. Se non era per l’eccellenza della sanità lombarda. Dove sono finite le mascherine? Vogliamo la verità. E il MES? Ci vuole subito un governo tecnico e poi ridare la parola agli elettori”.

3 – REGOLE DELLA QUARANTENA: L’AUTOCERTIFICAZIONE

“Il signor C. durante la quarantena non è uscito neanche per fare la spesa. Faceva tutto online. Anche perché non gli andava di dover compilare un autocertificazione”.

“Sempre a lamentarsi. Per uscire bastava compilare un semplice modulo cartaceo. Invece abbiamo preferito nasconderci. Iniziamo a cedere i diritti e ci ritroveremo sotto dittatura. La libertà è un diritto garantito dalla costituzione”

“Il signor C. non ha rinunciato ad andare a fare la spesa e ha persino continuato a lavorare portando con sé l’autocertificazione”.

“Cretino. Se tutti avessero fatto come lui il contagio si sarebbe espanso e ci sarebbero stati ancora più morti. Poteva lavorare da casa, con lo «smart working», comprare le cose online, farsele recapitare senza uscire. Bisogna aggiornarsi, siamo nel XXI secolo ma ci comportiamo ancora come se fossimo nel medioevo. E basta con questi moduli per l’autocertificazione. Non vogliamo morire di burocrazia”.

4 – RUNNER

“Il signor C. è un runner. E’ assurdo che non possa andare a correre. Infatti, appena ha potuto, ci è andato”.

“Odio i runner. Con la scusa della corsa sono usciti, mentre noi eravamo costretti a restare chiusi in casa. Allora sai cosa ti dico? Sono anche io un runner. Ho le scarpette, una tuta, un paio di calzini di spugna. ‘Fanculo, possono uscire i runner? Allora esco anche io.

“Il signor C. è davvero un runner, non se l’è sentita di andare a correre con la mascherina”.

“Che stupidaggine! Abbiamo bisogno di muoverci, in qualsiasi modo. Correre senza mascherina sono buoni tutti. Se sei un vero runner la indossi lo stesso, esci e corri. Respiri con le orecchie e corri”.

5 – CHIESE

“Il signor C. è un credente. Ha chiesto al suo prete di dire messa coi fedeli”.

“Buoni quelli, i preti. Siete in uno stato laico? Allora rispettate le leggi dello stato! Sai dove si diffuse la peste nel 1600? Nelle chiese! Se volete pregare fatelo da soli. Che poi, detto tra noi, se Dio esisteva davvero, ti pare che non interveniva?”.

“Il signor C. pensa che si possa pregare anche a casa”

“Si vabbè… questa è gente che non ha rispetto per la religione. Si illude che la messa vista in televisione sia come quella in chiesa. Ma si può credere ad una scemenza del genere? Che mentre sei là che ascolti il vangelo suona il citofono, o devi spegnere il forno. Senza partecipazione collettiva non c’è fede. La chiesa è forse meno importante di un’azienda o di un cantiere edilizio?”.

6 – RIAPERTURA DELLE ATTIVITA’

“Il signor C. ha detto che «ora basta» , bisogna riaprire le attività, che altrimenti moriamo di fame”.

“Gretto materialista. Lo dice perché è attaccato ai soldi. Bisogna rallentare, vivere in maniera sostenibile, che cavolo avete da lavorare sempre? Cosa ve ne farete di tutti ‘sti soldi?! Ci vuole prudenza. Avete visto la Germania? Cosa vi costa stare chiusi ancora qualche settimana? Abbiamo fatto «30» facciamo «31». Volete forse che il contagio riparta? Volete un nuovo picco?”

“Il signor C. sostiene che non sia il caso di riaprire subito tutte le attività”.

“’Sti cazzi! Il paese deve ripartire. Ci sono imprenditori che stanno fallendo. Le banche non danno soldi. Ci sono già decine di migliaia di disoccupati. In Svizzera basta un click e ti trovi 3000 euro sul conto corrente. Altro che prudenza! #Litalianonsiferma”.

7 – CONGIUNTI

“Il signor C. sostiene che la signora P., la fidanzata storica, sia una sua congiunta e quindi può andare a trovarla”.

“Balle! E’ solo una delle sue amanti. Se la sposasse allora! I congiunti sono i familiari. Altrimenti è troppo comodo. Ragionando così siamo tutti congiunti con tutti. Ma un po’ di buon senso ce l’avete? Così è un attimo che si arriva al «liberi tutti»”.

“Il signor C. ha valutato che senza un legame ufficiale è meglio non forzare l’interpretazione dei ricongiungimenti”.

“E cos’è questo un regime? Ti pare normale che posso andare da mia zia che per strada manco ci salutiamo e poi non posso andare dai miei amici? Ma che ne sanno del rapporto che ho con i miei amici!”.

8 – ESTATE

“Il signor C. quest’estate continuerà ad andare al mare. Adeguandosi alle normative”.

“Inutile illudersi, almare quest’anno dovremo rinunciare. Non si può stare in spiaggia con le cupole di plexiglass o con il distanziamento. Non ci sono le condizioni. Ne faremo a meno. Andremo in montagna”.

“Il signor C. quest’anno farà un sacrificio e rinuncerà al mare. Troppo complicato”

“Per darla vinta ai balneari? Codardo! Se metteranno regole ingiuste le violeremo. Le spiagge e il mare sono di tutti. Questo è il momento di riprenderci i beni comuni”.

9 – CAMPIONATO DI CALCIO

“Il signor C. è convinto che il calcio debba riprendere. Magari a porte chiuse”.

“Ma siete pazzi? La gente muore di fame e voi pensate al pallone! Pensiamo ai poveri piuttosto che a questi calciatori strapagati e viziati”.

“Il signor C. crede che sia inutile continuare il campionato di calcio. Troppo rischioso”.

“Prima tutti tifosi ed ora? Si può giocare a porte chiuse, che problema c’è? Sempre calcio è. Lo sport, deve andare avanti. Se riparte il calcio la gente si distrae e non pensa più al virus. Il fattore psicologico è fondamentale in questo momento. Non arrendiamoci!”.

10 – POSTO FISSO

“Il signor C. sostiene che gli unici garantiti siano quelli con lo stipendio fisso”.

“Sempre le solite distinzioni ideologiche. Questi che ci dividono su tutto sono quelli che distruggono il paese. Ma lo avete capito o no che siamo tutti sulla stessa barca? Che «o ci si salva tutti insieme o si va tutti a fondo»?”.

“Il signor C. è solidale con tutti i lavoratori. Anche con quelli pubblici costretti a lavorare in remoto in condizioni oggettivamente complicate”.

“La verità è che ambisce a prendersi un posto pubblico. Vuole mettersi le spalle al sicuro. E’ comodo non doversi alzare la mattina e andare ad alzare una saracinesca. Con lo stipendio fisso sono buoni tutti a fare il lockdown”.

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