L’ARCURI, L’ARCHITETTO E I 7500 EURO (IVA ESCLUSA)

manuela-arcuri_980x571Sarà la show-girl ed attrice Manuela Arcuri, originaria di Anagni nel frusinate, nota al grande pubblico per l’interpretazione di un vice brigadiere (poi promosso brigadiere) nella serie tv del 2009 “Carabinieri” e per un paio di calendari nei quali mostrava delle doti fisiche certamente fuori dal comune, ad accendere l’albero di Natale posizionato in piazza Portanova a Salerno. Sembra che la Arcuri sia stata scelta personalmente dal governatore De Luca, dopo aver superato la concorrenza di altre donne dello spettacolo, sconfitte anche grazie alla sua appartenenza all’olimpo dell’ultraterreno, guadagnato grazie alla statua a grandezza reale ed in pietra leccese che la immortala sul lungomare di Porto Cesareo (LE). Simbolo di prosperità e fortuna, tanto che i pescatori prima di recarsi in mare ne toccano le terga invocando la buona sorte. Questo fa della Arcuri un simbolo nazionale al pari della bocca della verità e del balcone di Giulietta Capuleti a Verona, appena un gradino sotto la fontana di Trevi.

Quello di Salerno, per la Arcuri, è un compito delicato e di grande responsabilità: deve, infatti, arrivare in orario in città (da Roma non è sempre facile), vestirsi bene, truccarsi decentemente, resistere ai deliri di De Luca annuendo e sorridendo moltissimo, nonché pigiare un interruttore quando le sarà dato il via. Per questo lavoro della durata di mezza giornata, riceverà un compenso di 7500 euro più iva. In tale compenso saranno certamente escluse, per una questione di cortesia, almeno le spese di viaggio (per il volontario che faccia da autista c’è una fila lunga un chilometro), il vitto (vuoi che non si offra la cena ad una donna così bella ?), ed eventualmente l’alloggio (sarebbe motivo di vanto per qualsiasi albergatore).

Qualcuno potrebbe ironizzare sulla fatica e il relativo compenso della Arcuri, ma vi assicuro che si tratta di un lavoro impegnativo, che contempla delle responsabilità serie; ad esempio se la Arcuri non schiacciasse il pulsante al momento giusto cosa accadrebbe ? E se sbagliasse il colore del vestito scegliendone uno che non si intona a quello delle luci dell’albero ? E se le scappasse un futuro anteriore sbagliato o dichiarasse di voler votare “no” al referendum ? (quest’ultimo inconveniente è poco probabile perché non è previsto che debba fare discorsi). Per cui bisogna essere molto prudenti nell’avventurarsi in paralleli con altre professioni.

Prendiamone una a caso. Ad esempio quella dell’architetto. Lo scegliamo puramente per assonanza di iniziali. Cosa deve fare un architetto per ricevere un compenso di 7500 euro più iva ? E quanto tempo ci vuole ?.

Innanzitutto occorre che l’architetto trovi un committente piuttosto generoso, purtroppo per questa indagine non ha a disposizione mezzi di comunicazione molto diffusi, deve arrangiarsi con il passaparola, oppure consumare molti aperitivi a base di tartine con pane raffermo, ed entrare in numerose discussioni da bar; si tratta di un lavoro di public relation molto dispendioso e durevole che contempla anche spese che ovviamente non rientrano nei rimborsi.

Trovato il committente, l’architetto deve superare una lunga procedura piena di ostacoli previsti dalla burocrazia. In alcuni casi contemplare anche la possibilità di violare la legge con rischio di relative condanne future. Nel frattempo l’architetto effettua tutto un altro lavoro preparatorio di convincimento sul committente per indurlo ad effettuare una movimentazione di lavori pari almeno a 150.000 euro. Per questo motivo redige una serie di computi metrici, effettua un centinaio di telefonate, si reca a decine di appuntamenti con artigiani, operai, committente, parenti del committente, amministratori di condominio ecc.. In caso di opere legate ad autorizzazioni paesaggistiche l’iter si allunga e vanno conteggiate anche le penosissime visite che l’architetto compie presso tutti gli uffici inadempienti, oltre che le immancabili integrazioni inattese che è costretto a produrre.  Dunque tutta questa fase iniziale può durare dai 4 ai 18 mesi al termine dei quali, se l’architetto si ricorda ancora di cosa si tratta l’incarico, inizia la fase della direzione dei lavori.

Un cantiere che movimenta 150.000 euro dura in media sei mesi, in questo lasso di tempo l’architetto effettua almeno tre sopralluoghi a settimana, raggiungendo i luoghi con mezzi di trasporto a sue spese, per un totale di più di settanta incontri, che possono durare dai quindici ai centoquaranta minuti. Durante le visite al cantiere mette a repentaglio spesso la sua incolumità fisica salendo su ponteggi o muovendosi in situazioni disagiate, per altro sporcandosi tantissimo fino a rovinare capi di abbigliamento e scarpe di marca. Disegna innumerevoli particolari architettonici, muovendosi tra sofisticate tecnologie, dal render al graffito, sempre con crescente fatica poiché nessuno è mai in grado di capirli davvero, tranne lui. Si reca in numerosi locali commerciali in compagnia di clienti, fornitori, colleghi e curiosi, in genere il Sabato, qui trascorre intere mattine a sfogliare cataloghi, fissare cucine rustiche o spostando campioni di piastrelle quaranta-quaranta da una stanza all’altra. Litiga almeno una dozzina di volte con chiunque, consumando ansiolitici e camomille in dosi massicce. E’ costretto a lunghissime telefonate per dare spiegazioni e risposte a qualsiasi interrogativo possibile ed immaginabile. Viene assalito da fortissimi sensi di colpa per ogni aggravio di spesa o eventuale errore che sfoga in sigarette o merendine piene zeppe di olio di palma. Tutto questo tranne imprevedibili imprevisti che non solo catalogabili.

Alla fine del suo lavoro se tutto va bene, l’architetto, stremato, presenta la sua parcella, purtroppo non preventivamente concordata e rigida come quella della Arcuri, al committente che opera automaticamente un taglio netto delle sue competenze, invocando uno sconto non previsto in nessun contratto. Dopo gli opportuni tagli, trattative e dilazioni rateali, l’architetto, dopo circa due anni dall’incarico, riceve (forse) i suoi 7500 euro più iva, che nel frattempo ha già dovuto spendere in abbigliamento, traffico telefonico, pieni di benzina, aggiornamenti professionali per i crediti, assicurazione obbligatoria, pranzi e cene fuori, medicinali e altro ancora.

La Arcuri, nello stesso lasso di tempo e con molto meno sforzo, se solo altri 1200 De Luca gli e lo avessero chiesto, avrebbe inaugurato almeno altrettanti alberi di Natale, mentre l’architetto è già tanto che accende l’albero di Natale di casa sua, se gli è rimasto il tempo di farlo o se qualcuno lo ha fatto per lui. A conti fatti, la Arcuri ha scelto benissimo il lavoro da fare, senza contare che nessun architetto ha nemmeno una sola statua, manco su un piccolo lungomare, dove qualcuno gli tocca il culo.

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