E ALLORA SI, PROPAGANDA!

Può un’architettura essere la didascalia di sé stessa?.

Se la risposta è “si”, probabilmente è il caso della Camera di commercio di Vercelli (Monte Rosa laghi Alto Piemonte), edificio realizzato tra il 1966 ed il 1972, dall’ingegnere Lorenzo Isola (niente a che vedere con il più noto Aimaro Isola) e dall’architetto Enrico Villani.

Un volume inflessibile e bianco, segnato dalle bucature ad oblò contornate da pesanti cornici bronzee.

Tra l’ornamento delittuoso di Loos e la provocazione postmoderna. Il tutto in salsa vagamente sovietica.

La Camera di commercio di Vercelli di L. Isola e E. Villani (1966-72)

Gli autori, entrambi scomparsi di recente, non avrebbero mai immaginato che questa loro creatura potesse diventare popolare diversi decenni dopo, eletto simbolo di un certo statalismo rassegnato.

Metafora dell’immobilità di una politica parolaia ed inutile.

E’ infatti nella Camera di Commercio di Vercelli che Fabri Fibra ha ambientato il video di “Propaganda” singolo di lancio del disco “Caos”.

In una recente intervista il rapper marchigiano ha definito l’edificio “da cartellino”.  Se vale come aggettivo ne tengano conto architetti e critici.

Evidentemente ritenuto contenitore perfetto per l’impiegato medio e sfiduciato. L’uomo qualunque che ogni giorno abbandona l’utilitaria sotto la sfilata ossessiva delle finestre ovali, irreggimentate sul prospetto principale. Ne percorre il corridoio dell’ultimo livello, spiato da una fila inquietante di bulbi vetrati.

L’occhio colpevolizzante della società, il Grande Fratello della mediocrità, vigila sulla paralisi delle ambizioni.

I cantautori Di Martino e Colapesce, featuring in “Propaganda”

Nel più rigido dei teatri della città va in scena la rivalsa dell’anonimo. Il tentativo di uscire dal labirinto di oblò, corridoi, macchinette del caffè e fotocopiatrici.

Ma c’è sempre un’architettura che parla di noi, dentro di noi.

O siamo noi, dentro di lei. In trappola.

Fuma la nebbia sulla città e sul perturbante dell’architettura. Protagonista quanto la musica, quanto le parole, in un connubio magnetico.

Ci vuole qualcosa che tranquillizzi.

E allora si: “propaganda, non c’è più niente che mi manca”.

(Le immagini sono tratte dal video “Propaganda” di Fabri Fibra visibile QUI)

Quest’articolo è stato pubblicato nella rubrica L’Archritico su Ulisseonline.it – QUI

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