DIALOGHI

Da un giorno all’altro, il mio amico Lino andò dicendo che aveva finalmente trovato casa.

Eravamo giovani studenti universitari e il tema del “posto letto” ritornava sovente nelle nostre discussioni.

«Ho preso una stanza in una traversa della “Pignasecca” a meno di cinquecento metri da qui» diceva.

Sembrava entusiasta, il nuovo alloggio era molto più vicino alla facoltà, finalmente gli consentiva di venire alle lezioni evitando un estenuante viaggio coi mezzi pubblici.

«E’ un sollievo per me» mi disse «potrò dormire ben due ore in più! ».

Tuttavia, dopo solo pochi giorni, ci accorgemmo che Lino raggiungeva l’aula sempre per ultimo, sonnacchioso e spossato.

«Lino tutto bene?» gli chiedevano in molti.

«Si. Bene» rispondeva.

Finché, un mattino, arrivò a lezione già iniziata da un pezzo.

«Lino, ma che hai? » gli chiesi durante la pausa pranzo.

«Colpa della casa nuova. Cioè della sua posizione».

Mi spiegò il problema: il nuovo alloggio, precisamente la sua camera da letto, confinava con la cabina di proiezione di un cinema a luci rosse. Solo una sottile tramezzatura stava in mezzo.

«Ogni sera alle ventidue partono gli spettacoli. Sono tre. L’ultimo inizia alle una e trenta e termina alle tre di notte!».

«E tu?».

«Che posso fare? Ascolto!».

Così Lino ogni sera era costretto a sorbirsi l’audio, circa tre ore e mezza, di film a luci rosse.

Guaiti, mugolii, grida e gemiti ininterrotti, tutte le notti.

«Non c’è neanche un giorno di riposo settimanale».

«Coraggio Lino. Prova con l’ovatta nelle orecchie!» gli consigliai.

Tra di noi, sinceramente, pensavamo al peggio; che Lino avrebbe cambiato casa, invece il suo disagio, dopo un mese, iniziò ad affievolirsi.

«Mi sono abituato» mi spiegò «anzi, sto diventando un esperto. Non bisogna avere pregiudizi verso quei film. C’è del buono sai, specie quando contengono un po’ di trama. I dialoghi sono davvero interessanti!».

Mi chiedevo che tipo di conversazioni potessero esserci in un film porno. A parte le solite banalità, cosa possono dirsi?.

Con il passare dei giorni Lino recuperò un po’ dello smalto perduto.  

Durante le pause mi raccontava la trama dei film della sera prima, recitandomi a memoria i dialoghi, che, talvolta annotava addirittura su un quadernetto.

«L’uomo ha detto alla donna: – i tuoi occhi brillano come stelle – e lei ha risposto: – davvero ? Non prendermi in giro – allora lui ha aggiunto: – Si! Sali da me… restiamo al buio… così potrò guardarli meglio –. Così la donna ha accettato e poi…».

Lo fissavo perplesso.

Andammo avanti così per alcuni mesi, finché Lino iniziò a collezionare numerose assenze, una dietro l’altra.

Eravamo preoccupati.

Un giorno, alle quattro del pomeriggio, al termine delle lezioni, andammo a bussare al suo citofono.

Ma Lino non rispose: dormiva.

In primavera mi confessò che aveva provato a rimorchiare delle ragazze utilizzando frasi tratte dai film a luci rosse.

«Il cinema riproduce la realtà. Prima o poi sono sicuro che funzionerà» si confidò.

«Nel mondo reale non va così. Per avere successo bisogna essere originali. Altrimenti per quale motivo staremmo studiando?» lo strigliai.

Lino faceva di “no” con la testa. Non era né convinto né certamente rassegnato.

Quell’anno Lino non sostenne neanche un esame.

Un mattino lo incontrai per caso, al bar.  

«Sto pensando di mollare la facoltà» mi rivelò.

«E cosa hai deciso di fare?».

«Non lo so… teatro, cinema, politica… ancora non ho deciso, devo seguire le mie vere inclinazioni».

Poi Lino sparì.

Da quel giorno non ci siamo più visti.

Ma internet è una grande risorsa per rintracciare amici scomparsi.

Di recente ho scoperto il suo profilo social. Segue la musica “trap”, frequenta una palestra di lusso, di recente ha visitato Budapest ed è stato sul mar Rosso. Sta con una donna veramente bella. Ha un numero di followers altissimo!.

Ah! Tra le altre cose ho anche letto: “professione scrittore”.

Lino scrittore, chi l’avrebbe mai detto! Allora era questa la sua vera inclinazione? Ed io che avevo sempre pensato fosse più portato per le discipline tecniche!.

L’altra sera, vedi le coincidenze, guardavo distrattamente una fiction sul primo canale.

Io questi sceneggiati non li guardo mai: sono pieni di banalità imbarazzanti!.

Eppure hanno un seguito davvero sproporzionato: li guardano tutti.

Comunque, in questa scena che seguivo con la coda dell’occhio, c’era un tipo piuttosto anziano che corteggiava una bellissima donna molto più giovane di lui. Erano in auto. Ad un certo punto lui le ha detto che aveva degli occhi meravigliosi.

«Belli come stelle» esattamente così le ha detto.

Poi l’ha invitata a salire da lui.

Lei non voleva. Lo respingeva.

«Al buio potrò guardarli meglio» ha detto l’uomo.

Lei, magicamente, ha cambiato idea e si è convinta.

Sono andati a casa di lui dove, si è intuito, hanno fatto sesso.

Ho aspettato i titoli di coda per essere sicuro, ma avevo già capito.

Lino fa lo scrittore, dei dialoghi degli sceneggiati.

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