ARCHITETTI, SCIOPERO!

La settimana scorsa doveva esserci lo sciopero degli architetti.

Gli architetti hanno molte ragioni per scioperare: l’abolizione dei minimi, la scomparsa dei concorsi, il regime contributivo capestro e molto altro ancora.

Infatti c’è un clima di grande tensione nella categoria.

Occorreva solo scegliere il giorno giusto, per creare abbastanza impicci e avere spazio sui media.

Non lunedi; era già in programma lo sciopero dei controllori di volo.

Agitazione perfettamente riuscita: un caos indescrivibile ha avvolto i maggiori scali del paese dove, migliaia di persone ignare, sono state costrette a bivaccare ai «gate».

Il Ministro delle infrastrutture si è precipitato a trattare coi leader della protesta, nel tentativo di risolvere il nodo degli orari di lavoro troppo lunghi e senza pause.

Dopo un estenuante «tira e molla» il Ministro ha ceduto.

Fornitura di divani letto IKEA «Grönlid» per tutte le torri di controllo e macchinette del caffè con cialde illimitate.

Si poteva fare martedi.

Ma gli architetti sono stati preceduti dai casellanti autostradali.

Ma come? Non erano già stati tutti sostituiti dai telepass e dalle casse elettroniche? Evidentemente no.

Cosa chiedono i casellanti? L’aria condizionata nei gabbiotti? La connessione wi-fi gratis? I buoni pasto? Non lo so.

Comunque alle barriere si sono formate infinite code; finché il Ministro delle infrastrutture ha dato l’ordine di aprire i caselli e tutte le auto si sono riversate in autostrada. Anche chi stava a casa e non aveva nessuna intenzione di muoversi, ha preso l’auto ed è andato a farsi un giro sul raccordo.

“E quando ci ricapita” hanno pensato tutti.

Il traffico si è sbloccato a tarda notte, solo grazie all’intervento della protezione civile.

Mercoledi era il giorno appropriato.

Ma siccome martedi avevano tutti preso l’auto prosciugando i serbatoi, i benzinai, cogliendo l’opportunità, hanno indetto uno sciopero improvviso.

Migliaia di auto sono rimaste ferme ai bordi della strada. I pochi benzinai che non hanno aderito alla serrata, hanno smerciato benzina a prezzi da “Borsa nera”.

Sulla «A4», un litro di diesel è arrivato alla quotazione record di 18 euro come un Vermentino di Gallura.

Il Ministro dello sviluppo economico si è precipitato a sentire le ragioni della protesta. Ala fine si è stabilito di aggiungere 2 centesimi a litro come contropartita per la campagna di Libia del 1911. L’agitazione è rientrata.

Giovedi, quando la circolazione è tornata nella norma, era il giorno giusto.

Il «tam-tam» era in espansione, quando ecco che gli avvocati hanno indetto uno sciopero improvviso per protestare contro la modifica del codice penale, per l’esattezza nella parte che riguarda l’istituto della prescrizione.

Nel giro di mezz’ora, i tribunali sono andati in tilt.

Sorpreso, il Ministro della giustizia, è stato costretto a rassicurare la categoria.

“Abbiamo scherzato!” ha dichiarato “ma vi pare che con tutti i delinquenti che ci sono in parlamento, aboliamo la prescrizione?!”.

Tuttavia tutte le udienze, cause civili e penali, sono state rimandate, con grande spreco di di testimoni, carte bollate, arringhe di magistrati e verdetti dei giudici.

Un mio amico che aspettava una sentenza di risarcimento da 14 anni, è stato rimandato al Settembre del 2020. E’ stremato, non credo che ce la farà: morirà prima.

“Allora si sciopera venerdi” si sono detti gli architetti.

Il venerdi è proprio il giorno adatto per scioperare, si attacca benissimo al weekend durante il quale c’è abbastanza tempo per discuterne con maggiore attenzione.

Lo sciopero è iniziato puntuale, alle otto. Stava per essere diffuso il comunicato ufficiale quando si è scoperto che erano già in programma gli scioperi combinati di autoferrotranvieri e forze dell’ordine.

E’ scoppiato il panico: ladri, scippatori, truffatori, costruttori e parcheggiatori abusivi, spacciatori di banconote e schede pay-per-view false, sono rimasti liberi di operare.

Ma solo nel raggio di pochi chilometri perché le città erano completamente bloccate.

Il Ministro dell’interno, invece, ha mandato un messaggio: “Sto dalla vostra parte” ha scritto “fate quello che dovete fare ma entro le sei di stasera rimettete tutto a posto”.

Il Ministro dei trasporti è rimasto fermo nel traffico e ha “bucato” l’intervento nel tiggì.
Pensava che, in questo paese, alcune categorie hanno un potere ricattatorio davvero incredibile. E’ una cosa che si può pensare, ma non dire.

E gli architetti? Che potere ricattatorio hanno? Zero. Sottozero.

Così hanno preferito raggiungere i rispettivi studi o, se potevano, i cantieri.

Lo sciopero è stato nuovamente rimandato.

Sabato già non lavora nessuno e non era il caso di farlo.

E figuriamoci se si può scioperare di domenica!.

Così la tensione emotiva si è attenuata e, secondo le ultime notizie, lo sciopero non si fa più.

Che poi mi chiedevo: “…ma pure che si fa, chi se ne accorge?”.

(nell’immagine: “Il legnaiolo” F. Depero, 1926)

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