LA SOPRINTENDENZA SPECIALE

Al fine di assicurare la più efficace e tempestiva attuazione degli interventi, il ministero della cultura istituirà la Soprintendenza Speciale che dovrà accelerare le opere previste dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Tale Soprintendenza Speciale sarà allestita presso uno dei tanti palazzi storici disabitati ad uso dei ministeri. Per assicurarne il tono solenne, l’androne di ingresso sarà arredato con riproduzioni in finto marmo di statue classiche. Alle pareti quadri di scene di caccia rinascimentali riprodotte al plotter. Lungo il corridoio, che introduce alla stanza del Soprintendente Speciale, musica da camera in filodiffusione e aromi di incenso.

Non vi sarà nessuna sala d’attesa poiché il Soprintendente Speciale, come da prassi nella democrazia autarchica, non darà udienza a nessuno.

Chi in anteprima ha visitato l’ufficio unico della Soprintendenza Speciale, narra di un pavimento in mosaico bizantino prodotto in Cina, copertura voltata in cartongesso affrescata con scene del giudizio universale rivisto da artigiani locali e piante di ficus benjamin in polipropilene.

In fondo alla sala, dietro una scrivania Luigi XIX (un figlio illegittimo e sconosciuto), ci sarà lui: il soprintendente speciale. Detto SS.

Nominato tramite investitura regale, anche detta “incoronazione”, per meriti di fedeltà e stimmate religiose, indossa un mantello in pelle umana di proletario, una tuta da super-eroe con il marchio “SS” cucito sul davanti e un serto in alloro proveniente dal giardino del Getsemani.

All’anulare sinistro avrà l’”Anello della conoscenza”, il vero emblema della competenza e dell’imparzialità. Secondo alcuni si tratta di un anello già appartenuto al re Salomone e successivamente ad Andreotti, prima di finire in possesso della strega di Dark Souls.

Le conoscenze dell’SS spaziano lungo tutto lo scibile umano, con particolare attenzione alle materie artistiche, soprattutto grazie ad un diploma in ragioneria ottenuto con votazione di 46/60 e una laurea in beni culturali faticosamente conquistata presso la Nuova università Bulgara di Sofia.

A tali titoli se ne aggiungono altri, comprati ad uso curriculum, come costume dei quadri dirigenziali di questo paese, presso enti privati o università compiacenti.

La Soprintendenza Speciale giudicherà, dal punto di vista paesaggistico, rapidamente tutte le opere in cantiere fino al 2026. Dopodiché si dichiarerà stato indipendente e parteciperà alle qualificazioni degli europei di calcio, come San Marino e il Liechtenstein.

Il parere sui progetti sarà espresso grazie ai suoi super-poteri: con la sola imposizione delle mani, infatti, l’SS riesce ad esaminare 200 pagine di fascicoli al minuto, compreso l’esame delle marche da bollo, ovvero se sono state allegate in maniera sufficiente o no. In tal senso l’SS è anche bimane. Mentre con la destra approva un porto turistico, con la sinistra valuta minimo l’impatto ambientale del nuovo ponte sul canale di Piombino.

In accordo col piano, l’SS sarà resiliente. Nel dubbio si conformerà e dirà di “si”. Come un marito nelle liti coniugali.

Per comunicare col mondo esterno l’SS avrà in dotazione due telefoni. Uno, fisso, gli occorrerà per comunicazioni familiari (rientri per cene, visite mediche dei bambini, ristorante sushi con la moglie), con l’altro, mobile e bollente, riceverà raccomandazioni e smisterà regalie da e per organi politici e religiosi.

L’SS sa anche l’inglese. Ha un “B2” preso online, sempre con le modalità di cui sopra.

Per ogni singola opera l’SS avrà 30 giorni per decidere. Ma si tratta di un tempo assolutamente eccessivo. In un fine settimana l’SS avrà il potere di unire con un tunnel il Veneto al Molise, dopo averlo creato ovviamente.

La Soprintendenza Speciale abolirà anche la fastidiosa usanza della richiesta delle integrazioni. Se necessarie, le produrrà lei stessa tramite il lavoro di uno stuolo di giovani architetti assunti “a gratis”, come tirocinanti, e stipati in un seminterrato dello stesso edificio.

Perché, va bene il PNRR, ma non dimentichiamoci di valorizzare i giovani.

Parafrasando Dante: “Nessun maggior gioia che ricordarsi del tempo infelice nell’allegria“. Dopo L’Architemario è uscito il mio secondo libro: “L’Architemario in quarantena – Prigionia oziosa di un architetto”. Il libro perfetto per dimenticare le zone rosse, arancione rafforzato, arancione e gialle . CLICCA QUI PER ORDINARLO SU AMAZON

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