Chi non ricorda il ragionier Filini! Il collega di Fantozzi, organizzatore di eventi, che si promettevano fantastici ma che si traducevano sempre in tragedia.
Resa celebre dall’attore Gigi Reder, la figura del ragioniere Filini tanto miope quanto entusiasta, pianificava ogni attività ricreativa coinvolgendo nella sua capillare programmazione ogni sventurato impiegato della Megaditta che non aveva possibilità di sottrarsi. Dal Capodanno che terminava in anticipo, alle gare sportive che finivano nel carro funebre, tutto era possibile con l’«Organizzazione Filini» .

Di quanto possano essere tragicomici gli effetti di una programmazione similmente sgangherata e di come potesse sentirsi Fantozzi, abbiamo avuto la dimostrazione quest’estate a Minori, dove abbiamo assistito ad un ritorno in grande stile dell’«Organizzazione Filini».
Riavvolgiamo il nastro: la grande estate degli eventi minoresi era stata annunciata lo scorso 28 luglio, in pompa magna, con una conferenza stampa senza la stampa e col pubblico mandato a chiamare a casa.
Dietro al tavolino di un ristorante prendevano posto, tra gli altri: il Sindaco, il direttore artistico della kermesse titolare di un’associazione culturale, la canonica soubrette eletta madrina per l’occasione, un giornalista per la benedizione mediatica e uno sponsor che ha “deciso di investire nel paese” forse ignorando, o fingendo di farlo, le eccellenze dell’«Organizzazione Filini«.


Montata la struttura, ribattezza “Arena del mare” (che andava ad occupare una delle poche spiagge libere rimaste in paese) la rutilante kermesse annunciata con lo slogan “Dal ritmo del DJ set alla grande cena d’autore”, iniziava, incurante della Santissima concorrenza, il giorno di Ferragosto, in concomitanza con le feste patronali di Maiori e Positano. L’evento dal nome anglofono “Sunset in Amalfi coast” prometteva musica da discoteca dalle 18 alle 1.30, nientepocodimeno che sette ore e mezza ininterrotte di Dj set.

Trascorse, tutte, senza neanche un biglietto staccato. Forse un record mondiale. Il tutto per la gioia dei locali, chiusi in casa ad attendere lo spegnimento dell’impianto.
Un primato, senza dubbio prestigioso, che l’«Organizzazione Filini» ha cercato di battere già due giorni dopo. Un altro “Sunset in Amalfi coast”, altre sette ore e mezzo di musica da discoteca e senza neanche un ballerino naturalmente. Se non che, saranno state le preghiere dei residenti, sarà stata la Madonna direttamente, o sarà stato il copione di ogni «Organizzazione Filini» che si rispetti, intorno alla mezzanotte ecco comparire il famoso nuvolone, in questo caso provvidenziale, ad interrompere la tortura con un paio di ore di anticipo.

Sulla scia di questo doppio fenomenale successo e dopo l’arrivo di Biagio Izzo in concomitanza con l’evento “Rhode Summer Station” (evidentemente estraneo all’«Organizzazione Filini») e con il lungomare di fatto inaccessibile, il 22 agosto si attendeva l’arrivo di Lina Sastri in “Un viaggio tra storie e parole” con l’immancabile Gigi Marzullo, reduce dal successo personale del 18 luglio. Quando, colloquiando con Francesca Fagnani sul sagrato della chiesa, aveva così tanto insistito sulla sua mancata maternità, da trasformare una chiacchierata di mezza estate in un imbarazzante caso di cronaca.

Ma l’«Organizzazione Filini», impermeabile ad ogni polemica, aveva deciso di riproporlo, come i peperoni a merenda. Indigesti per tutti, probabilmente anche per la Sastri. Il clamoroso e prevedibile flop al botteghino suggeriva così di invocare una fantomatica allerta meteo, quando la nuvola più vicina era a 1000 km di distanza. Evento quindi “rinviato”, perché dire “cancellato” pareva brutto. Quella stessa sera, a tre chilometri di distanza, ad Atrani la Sagra del pesce azzurro raccoglieva un numero record di presenze.

Il 23 agosto il molo d’attracco viene “confiscato” per il concerto di Edoardo De Crescenzo con i biglietti venduti prima a 70 euro, poi a 40, infine a 25 nel tentativo di riempire l’arena rimasta comunque tristemente per metà vuota. Tutto questo mentre a Maiori si alternavano sul palco Raf, Sal Da Vinci, Alessandro Siani, con l’anfiteatro del porto sempre “sold out”.

Il 26 agosto, l’«Organizzazione Filini» cede il passo al “Minori in white” e finalmente si spiega come mai sul molo di attracco fosse stata costruita, già da tre settimane, un’imponente e pericolosa passerella che ne occupava circa la metà della superficie, sottraendola a turisti e residenti.
Per l’occasione giungono a “blindare” il paese una serie di reparti antisommossa della polizia, che neanche se dovessero sfilare in contemporanea un corteo di ProPal ed un altro di neonazisti. Per fortuna il “Minori in white” non ha bisogno dell’ «Organizzazione Filini» per funzionare, infatti funziona. E il successo di pubblico viene avvalorato anche dalla mancanza di ricoveri per coma etilico.


Il 28 agosto ecco arrivare “L’arena stellata”, l’annunciata cena d’autore, che viene annullata nel silenzio più assoluto, questa volta senza neanche inventarsi l’allerta meteo, anche perché quella sera la prima nuvola stazionava sull’Atlantico. Il 31 agosto terminavano, oseremmo dire finalmente, gli eventi all’Arena del mare, che dopo tre giorni veniva rimossa, lasciando la spiaggia un campo di battaglia.


Persino il Filini originale sarebbe impallidito dinanzi a questo disastro organizzativo e logistico. Dimostrazione che quando pensiamo di aver toccato il fondo, si può fare sempre peggio. Giunto l’autunno e le prime piogge, restano però alcune domande, ad esempio: quanto sarà costata ai cittadini minoresi questa fantastica estate orchestrata da un nuovo Filini e dalla sua incredibile organizzazione? Questo, come è consueto in questo paese, non si potrà mai sapere.
La regola è che le cose meno si sanno e più facilmente si dimenticano, ma per noi minoresi non sarà facile dimenticare l’estate 2026, quella in cui, grazie alla fantastica «Organizzazione Filini», ci siamo sentiti un po’ Fantozzi.
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