L’ARCHITETTO E IL CLIENTE CHE FA DA SE’

tuttofare

Forse non tutti sanno che il famoso detto “chi fa da sé fa per tre” è stato coniato per definire il cliente dell’architetto che fa da sé (il cliente fa da sè, non l’architetto). Infatti questo pericolosissimo committente non solo fa per conto suo, ma anche per la ditta esecutrice e per l’architetto. E’ uno e trino ed è pericoloso non il triplo bensì al cubo, rispetto ad un cliente normale. Per l’architetto è abbastanza semplice riconoscere un cliente che fa da sé (da ora FSD); nella stragrande maggioranza dei casi si... Leggi tutto →

Il cliente che non si fida

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Tra le molteplici varietà di clienti dell’architetto (che nel numero sono molto pochi ma come generi sono sempre troppi), ultimamente si sta facendo largo una nuova categoria particolarmente insidiosa poiché logora lentamente il professionista, costringendolo a ulteriori sforzi creativi prima dell’umiliazione definitiva. Sto parlando del cliente che non si fida. Il cliente che non si fida (da ora in poi CNSF) appartiene alla specie degli insospettabili che sono i più pericolosi poiché hanno tutte le premesse per essere ottimi clienti e per questo motivo vengono accolti dall’architetto con grandi dosi... Leggi tutto →

L’architetto somatizza (guida al disturbo comportamentale del cliente)

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Alcune facoltà di architettura ci stanno già pensando seriamente e forse per il prossimo anno accademico in qualche piano di studi già comparirà. Sto parlando del corso di “psicoterapia professionale applicata”. E’ chiaro infatti che con i tempi che corrono solo le persone con disturbi del comportamento possono affidarsi ad un architetto; d’altronde che gli architetti dovessero possedere rudimenti di conoscenze mediche già lo si intuisce dal fatto che quella di architettura sia l’unica facoltà, non medica (apparentemente), a numero chiuso. Già durante gli studi, i futuri architetti possono rendersi... Leggi tutto →

 
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