La città più triste del mondo

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Il presidente Bruttos regnava su tutta la regione della Scandiria, era un capo severo ma giusto, i suoi sudditi, che lui chiamava simpaticamente “sottoposti”, lo adoravano, in fondo con un assegno circolare li aveva salvati tutti dalla crisi economica del ‘23 e per questo erano pronti a seguirlo in qualsiasi sua decisione. Nessuno si oppose, quindi, allorchè Bruttos durante il tradizionale discorso di Ferragosto, annunciò che la settimana successiva sarebbero cominciati i lavori per la nuova capitale del regno e che, a lavori ultimati, tutta la popolazione sarebbe stata trasferita... Leggi tutto →

GLI STUDENTI DI ARCHITETTURA CAUSANO DEGRADO URBANO

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Tra le principali cause di degrado urbano delle nostre città, subito dopo i tossici alla stazione e prima dei writer che lasciano le loro tag sui monumenti, ci sono gli studenti di architettura. Per fortuna in Italia ci sono meno di venti facoltà di architettura, quindi solamente poche città, con le loro aree periferiche, soffrono di questa piaga sociale; tuttavia si tratta di un problema che può causare danni stimabili intorno ai 5 milioni di euro all’anno, che ricadono sulla collettività. Gli studenti di architettura vivono in branco, di solito... Leggi tutto →

Le nostre cittadine e le vetrine vuote

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“Ogni volta che esco a fare una passeggiata vedo sempre più negozi chiusi (…) D’improvviso, le vetrine vuote, l’insegna scomparsa dalla facciata, mi sconvolgono, come capita con le morti improvvise o le disgrazie inaspettate. (…) E rabbrividisco, contagiato dalla delusione, dal fallimento che mi trasmette quel triste cartello appeso alla vetrina con le parole affittasi o cedesi attività”. Comincia con queste parole un brano di Arturo Perez-Reverte, il più popolare scrittore spagnolo, pubblicato lo scorso 21 Gennaio su “La lettura” dal titolo “La mia Spagna senza più sogni”, un grido... Leggi tutto →

Il carnevale laico delle nostre città

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Scrive Barbara Ehrenreich sul “Metropolitan Books” (in un articolo del 2007), “I riformatori protestanti del XIX secolo vedevano coloro che festeggiavano il Carnevale come persone che avrebbero dovuto vergognarsi in presenza di un selvaggio ottentotto convertito. Il selvaggio avrebbe dovuto provare un vero disgusto vedendo la cosiddetta civiltà cristiana danzare mascherata e muoversi eccitata come qualunque tribù della foresta. Perché non pensare oggi al caso di un selvaggio non convertito che si trovi improvvisamente in una città moderna (…) Nella sua esperienza, una folla, una così gran quantità di persone,... Leggi tutto →

In morte dello spazio pubblico

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Italo Calvino scrisse che: “ad ogni secondo la città infelice contiene una città felice che nemmeno sa di esistere”. A più di trenta anni di distanza da queste parole, guardandoci intorno non è più semplice comprendere quale pezzo di felicità possa essere scoperto nelle nostre città che nessuno più dimostra di amare. Nè i cittadini, né gli amministratori, a volte neanche gli architetti. L’aspetto più inquietante dello sfascio delle nostre città è lo scollamento profondo tra le ambizioni di socialità degli abitanti e l’offerta aggregante dei luoghi in cui vivono.... Leggi tutto →

La memoria delle città (parte seconda)

All’interno di questa logica, operando un salto di scala, è indispensabile capire quali sono gli elementi fisici che praticamente condizionano la forma della città. Tra questi, senza dubbio, sempre seguendo la definizione di Aldo Rossi, vanno considerati gli “elementi primari”, categoria che comprende i cosiddetti “monumenti”. La visione di Rossi ci aiuta a comprendere quanta importanza venga attribuita alla presenza dei “monumenti” all’interno di una logica di organizzazione della città. Il riconoscimento di “monumento” eleva l’oggetto urbano in una dimensione senza precisi limiti di tempo che insieme al luogo, al... Leggi tutto →

La memoria delle città (parte prima)

“Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d’un linguaggio; le città sono luoghi di scambio, come spiegano tutti i libri di storia dell’economia, ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi”[1] (I. Calvino) La percezione dello spazio che viviamo è la somma di stimoli che accumuliamo nel tempo attraverso una serie di azioni quotidiane che ci portano a considerare le distanze e i luoghi in una particolare maniera; processo che avviene non solo attraverso... Leggi tutto →

 
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