Buche grandi quanto l’indifferenza

bambini calcetto

Tutte le volte che passo accanto al campo di calcetto, posto proprio sul lungomare di Minori, una fitta mi prende lo stomaco. Vorrei girarmi dall’altro lato, fare finta di non vedere i bambini che corrono dietro al pallone, saltellando qua e là, sèguiti dagli sguardi apprensivi dei genitori fuori dal recinto, ma soprattutto vorrei non vedere in che stato è ridotto il tappeto del campo (per non parlare, appunto, anche della recinzione  e, immagino, degli spogliatoi). Invece quel tappeto dovrebbero osservarlo tutti e con attenzione, per comprendere quale e quanta... Leggi tutto →

L’ARCHITETTO TIFOSO DI CALCIO

calcio balilla

Gli architetti, lo dico immediatamente a scanso di equivoci, sono tifosi di calcio né più né meno di qualsiasi altro essere umano di cittadinanza italiana, nelle medesime percentuali. Questo per fugare ogni dubbio su un eventuale superiorità culturale dell’architetto che, secondo alcune teorie assolutamente desuete, preferirebbe discipline sportive più nobili quali il tennis, l’equitazione, il cricket o il ramino. Inoltre, come è evidente, essere tifosi di calcio è una patologia che travalica qualsiasi barriera culturale, sociale ed etnica e che fa regredire il paziente ad una condizione sub-umana primordiale da... Leggi tutto →

STORIA DI UN’ATTESA

PINZA

Ore 18.03 La piccola sala d’attesa della stazione degli autobus era quasi deserta. Un ventilatore a pale nel soffitto, girava pigro, causando un lieve spostamento d’aria, il parato sui muri scolorito e liso. Lo studente di architettura si sporse appena dalla biglietteria, come a controllare che esistesse davvero quella sala, e poi per cercare di capire se poteva sedersi e trascorrerci del tempo. Era là per la durata della lezione: quindici minuti in più. Uscendo dalla facoltà aveva visto il sole scomparire nel mezzo della collina e poi provato a... Leggi tutto →

Una prospettiva qualunque

illuminare corridoio

Non è chiaro come l’uomo fosse riuscito a raggiungere quell’ufficio. L’edificio che lo conteneva si trovava in piena periferia, in un campo di granoturco riconvertito a parcheggio, sempre deserto. La sagoma del fabbricato, fine novecento, si stagliava sull’orizzonte vuoto. Un regolare parallelepipedo senza balconi, con finestre piccole ed allineate. Un passante gli aveva indicato l’ingresso. Una donna, in una specie di portineria, gli aveva indicato un ascensore e il quarto piano. Ma al quarto piano sembrava non ci fosse niente, non un cartello, non un segnale. Solo un lungo corridoio.... Leggi tutto →

L’ETERNA LOTTA TRA ARCHITETTI ED INGEGNERI (LA RECITA SCOLASTICA)

scenografia

Come tutti sanno, è in corso, da anni oramai, una perenne lotta tra il mondo degli architetti e quello degli ingegneri. Si tratta di una contesa che procede con modalità che vanno dallo strisciante all’eclatante, interessando non solo il campo edilizio, ma qualsiasi ambiente nel quale le due figure, anche casualmente, possono venire a contatto. Ad esempio in questo periodo di fine anno scolastico, nella realizzazione della scenografia per la recita scolastica dei bambini alle elementari. Come da prassi, la maestra, dopo aver impegnato per mesi gli alunni nella recitazione... Leggi tutto →

Tartarughe a Lampedusa

la-panchina

“Scusami, sono in ritardo” disse lui arrivando col passo svelto. “Figurati, tranquillo” lei rispose. “E’ tanto tempo che aspetti ?” “Poco, cinque minuti, forse dieci. Guardavo il mare, non ci ho fatto caso, mi distraevo” “E’ che sono venuto a piedi. Ci ho messo più tempo del previsto” “Ma no, è che io ho preso il bus e sono arrivata prima”. Si ritrovavano sulla stessa panchina dove si erano salutati anni prima. Dinanzi al mare di Aprile, che ha lo stesso colore del cielo, quel blu indeciso, tendente al nero... Leggi tutto →

IL MIO AMICO RICCARDO E “QUELLA COSA”

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Il mio amico Riccardo è scomparso l’altroieri all’età di 86 anni. Di questi, gli ultimi 60 li ha trascorsi “in attesa”. Aspettava, infatti, che gli arrivasse “quella cosa” dal 26 Luglio del 1956; quel giorno Riccardo era atteso per le 11 in aula “M” di facoltà per la seduta di laurea. Era così nervoso che lasciò parcheggiata la sua Renault 4 cv proprio dinanzi all’ingresso del comando dei vigili. Così che quando uscì, ci trovò sopra, tra il lunotto ed il tergicristallo, una multa da 5 lire. Premetto che Riccardo... Leggi tutto →

 
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