casa per una coppia a Minori (costa d’Amalfi)

La caratteristica principale di una casa è quella di creare relazioni.

In architettura capita quasi sempre, non solo per una casa; una piazza, un teatro, un esercizio commerciale stabiliscono legami tra le persone. Di questo bisogna tener presente ogni qual volta si decide di formare uno spazio, di coinvolgere delle vite in un progetto; tenere presente che nuove abitudini saranno costruite, resistenti a volte, più delle mura. Impermeabili meglio della guaina di copertura.

Relazioni che si spalancheranno come finestre chiuse male, alle raffiche di vento. E non ameranno fraintesi, perché quello spazio sarà sempre custode di un segreto patto tra chi ci vive, tra chi lo visita, tra chi fa il padrone e chi l’ospite. La dimensione non c’entra niente, le distanze, la capienza, il rispetto, lo stabiliamo noi.

Credo che l’accoglienza di questo spazio sarà testimone della qualità di queste relazioni. Fino a farne nascere di nuove, inattese, sbalorditive. Come presenze delle quali non conoscevamo precisamente l’aspetto o il suono del respiro, ma in fondo, già c’erano. Aspettavano solo di esistere.

Non è automatico che ad una buona architettura corrisponda una buona realtà, e viceversa; ma l’attenzione, l’amore, la bellezza, aiuta.

Si possono abitare case bellissime ma vuote. Invadere case trascurate e renderle meravigliose. Come capita nella vita di ognuno. Si può crescere in una casa e non vedere l’ora di abbandonarla, scegliere come dimora un posto nuovo e sperare che venga presto il giorno di tornarci.

Perché le case creano ricordi: dentro ci si può sentire immensamente felici, ma anche molto tristi. Non puoi apprezzare la luce senza un black-out, ogni tanto.

Questo è il loro difetto, ma anche il più bel dono.

(L’abitazione è stata terminata nella primavera del 2013)

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