Tavolo “DaDa”

La semplicità. Inseguo la semplicità, spesso è il mio traguardo. La rincorro continuando ad eliminare delle cose ed aggiungendo, magari, solo un particolare. Ritengo che la semplicità non sia mai banale.
Riguarda le buone invenzioni, la considero, spesso, una buona idea.

Il tavolo “DaDa” nasce da una richiesta semplice, costruire un tavolo per una sala da pranzo di un hotel di forma cubica con il lato di 80 cm. Da una richiesta così semplice non poteva che nascere un progetto che fa della semplicità il suo carattere principale.
Come punto di partenza è stato scelto (anche in considerazione delle caratteristiche dell’ambientazione) un segno di stampo classico e facilmente riconoscibile: la colonna romana.
Da un immagine così consueta cerchiamo di giungere ad un segno nuovo, moderno, comunicativo, leggero e vagamente ironico che faccia parte del linguaggio attuale.
Il quesito è stato: a cosa può somigliare una colonna? Ad un viso con occhi e bocca, ad un poligono regolare con parti piene e vuote che può anche frantumarsi o assumere sembianze aliene. Ma può anche sembrare un albero, possedere delle forme morbide, somigliare ad una donna. Una donna picassiana, dai contorni un po’ “dada”.
Il tavolo “DaDa” può funzionare come oggetto singolo o, affiancato in versione multipla,  servire da tavolo buffet. Avendo due facce completamente bianche e altre due scavate dal disegno, può variare il suo aspetto in funzione dell’orientamento.  “DaDa” è anche una lampada che proietta la “sua immagine”, magari di colore diverso, sulle pareti della sala.
Lo trovo semplice, ma anche versatile, stravagante, morbido, essenziale.

Committente: Andrea Reale (Hotel Villa Romana)
Photo-render: Germana Buono.
Prototipo in realizzazione.

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