LITTLE ARCHITECTURE FOR DUMMIES – seconda puntata – IL DEPOSITO DEGLI ATTREZZI

Secondo esercizio per consentire un più agevole ingresso nel mondo del lavoro, dei neoarchitetti.

Dopo aver realizzato la cuccia del cane, ora il neo-architetto è pronto per passare all’esercizio successivo che consiste nella sua prima costruzione ad “altezza uomo:” il deposito degli attrezzi. Grado di difficoltà 3,5.

Per realizzare un deposito degli attrezzi non serve avere anche gli attrezzi, in realtà si chiama “degli attrezzi” perché una volta il settore dell’agricoltura andava per la maggiore e quindi servivano tanti depositi per quel tipo di attrezzi. Oggi i depositi degli attrezzi servono solo per alloggiare cinesi impiegati nel settore tessile o amanti in caso di ritorno a casa improvviso del coniuge.

Per costruire un deposito degli attrezzi è preferibile avere un giardino, almeno per salvare le apparenze, in caso contrario si può comunque costruirlo sul pianerottolo del condominio, ma farete più fatica a giustificarlo all’arrivo della volante dei vigili.

Prima di progettare un deposito degli attrezzi occorre fare un rilievo del sito. Purtroppo in questo caso il rilievo bisogna farlo sul serio, non è possibile copiarlo da un collega di corso dell’anno prima, come avveniva all’università.

Per fare un rilievo occorrono cinque cose: un foglio bianco, una matita, una rollina, un metro di legno e un geometra.

Tutto quello che dovete fare è eseguire gli ordini del geometra e, a rilievo concluso, farvi dare il foglio con le misure in cambio di un po’ di denaro. Se quando sarete a casa non riuscirete a disegnare quel rilievo, potete richiamare lo stesso geometra e dargli altro denaro per farlo al posto vostro.

Quando il neo-architetto ha il disegno preciso del luogo può cominciare a progettare il deposito degli attrezzi. Trattandosi di volume edilizio, per prima cosa, occorre andare al Comune a chiedere gli stralci del piano regolatore, gli indici di fabbricazione e i vincoli gravanti su quella zona. Si tratta di una materia molto complessa, tanto che nella maggior parte dei casi il neoarchitetto non sarà in grado di fare le domande giuste e di ricevere le giuste informazioni. Anche in questo caso se conoscete un geometra, conviene che vi fate accompagnare, se vi annoia andarci, o avete judo, potete mandarlo anche da solo.

Quando il neoarchitetto avrà chiaro il quadro della situazione, potrà finalmente progettare il deposito degli attrezzi. Nella maggior parte dei casi, a causa della stringente normativa, il neoarchitetto dovrà rinunciare a ciò che ha imparato durante tutti i corsi di progettazione della sua vita e ricorrere a forme e dimensioni prestabilite, ad esempio quelle utilizzate dal solito geometra che dunque potrà fornirvi un progetto già pronto all’uso e presentarlo egli stesso al Comune.

A questo punto, per evitare che il vostro progetto si areni in qualche ufficio, sarà meglio dare incarico al  geometra di cui sopra di seguire il percorso dei documenti.

Quando avrete tutti i permessi necessari, sarà passato talmente tanto tempo che non vi ricorderete nulla del vostro deposito di attrezzi, anzi non vi ricorderete neanche perché lo avevate progettato. Ma a quel punto per non sprecare il permesso darete tutto in mano al solito geometra che ha una memoria di ferro e che realizzerà tutto da solo con un suo amico muratore in pensione.

Il neo architetto potrà avere la facoltà di assistere fiero alla costruzione del suo nuovo deposito degli attrezzi.

Per collaudare il deposito procuratevi degli attrezzi, oppure un paio di sarti cinesi o ancora un amante. Se volete esagerare fatevi un amante cinese, con degli attrezzi da sarto. E alloggiatelo nel deposito. Almeno per una settimana.

Se non se ne accorge il vostro partner, l’ufficio immigrazione e nemmeno i sindacati, potete passare all’esercizio successivo.

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