L’AMARO DESTINO

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Poesia in rima alternata dedicata al bagnante di Ferragosto.       “L’amaro destino del bagnante più estremo è svegliarsi al mattino con un solo pensiero che all’alba lo piglia preoccupando il neurone, gli rovina la sveglia e non c’è colazione.   Alle sette e quaranta come canta Battisti tradizione mai infranta degl’annual ferragosti.   Tal pensiero preciso al sapor di vendetta lo sospinge deciso consigliandogli fretta di uscire di casa ancora in ciabatte non per fare la spesa né per prendere il latte.   «Van sorpresi nel sonno prima... Leggi tutto →

LA SPIAGGIA VACANTE

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Sette versi plurisillabi per raccontare l’esperienza di un mattino sulla spiaggia vacante.           “Stamane son stato alla spiaggia vacante piacevole luogo di un tempo che fu quando felici si poteva andar giù a stendere il telo del villeggiante.   Oh, quanto spazio che c’era stamane quant’atmosfera alla spiaggia vacante nessuno che voleva fittarti un natante offrirti un ombrello o sedie nostrane.   Mi son risentito d’un tratto bambino quando al vacante era normale trovare posteggio sul litorale per far comunella col concittadino.   La spiaggia goduta... Leggi tutto →

L’ultimo bagnante

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Breve poesia in terzine con rima incatenata (o dantesca) dedicata all’ultimo tenace bagnante che non si arrende alla fine dell’estate.       “L’ultimo bagnante laggiù v’è siffermo abbigliato indeciso a braccia incrociate ammira il disegno del mare d’inverno.   Adesso è nel posto che occupava d’estate nel duro silenzio sfiorendo l’Ottobre proprio là dove furon le folle sedute.   Fiero e romantico l’uomo solo si scopre felice e in salute respirando l’aroma che cura lo spirito e anche il naso riapre.   Riflette al destino che il tempo gli... Leggi tutto →

LO SCARICO FURBO

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Piccola poesia in rima incrociata dedicata al fenomeno di quelli che convogliano lo scarico (furbo) del gabinetto non nella fogna ma in mare.         “Si accovaccia sereno in posizione seduta l’uomo contento di svuotare l’addome e dopo mezzora finito ha siccome completa tirando l’acqua a caduta.   Da quel momento inizia improvviso un viaggio veloce nella tubazione la cacca sospinta dalla deiezione finisce diretta in un posto impreciso.   Solitamente terminata la via ci sarebbe una fogna alla fine del giro ma dal gabinetto in un solo... Leggi tutto →

La mareggiata

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Piccolo poemetto dedicato agli eventi atmosferici della settimana scorsa ed in particolare a quello meteo-marino.       “Talvolta in inverno ma pure a Settembre arriva sfrontata sospinta dal vento scoprire la data non si consente neppure dal ciel e dal suo turbamento.   Spiaggisti più esperti ritiran le sedie che già l’esperienza consiglia cautele lezione banale appresa alle medie: «prestare attenzione se soffia maestrale».   Avanza arrogante e non servon le scuse ci mette un secondo a fare e disfare che quando ti impegni a spostare le cose ti... Leggi tutto →

L’AMORE ESTIVO

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Piccola poesia in rima incrociata, dedicata al ricordo di un lontano amore estivo.           Ti ho vista felice su una foto in Iran raggiante in Giordania, Israele, Albania compari sul monitor della mia scrivania dove consumo il mio fasto tran tran.   A spasso tu porti il tuo dolce sorriso da face book annoto i posti che viaggi cammini nei parchi, riposi ai campeggi davanti ad un lago fai smorfie di viso.   Ricordi ? non facevam trent’anni di somma piccoli ometti o progetti di adulti... Leggi tutto →

LA PRIMA PIETRA

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          Poemetto composto in occasione della posa della prima pietra della “Grande Opera” del movimento Spiaggista.    La prima pietra   “Chi vuole ripartir e dar peso al tempo faccia il vuoto dov’ora sosta il chiasso e liberi il pensiero nel frattempo rifletta bene e rallenti il passo.   Per dar principio all’opera grande ci vuole sempre un atto di coraggio. Son belli i desideri ma chi svogliato attende rimane fermo al palo del miraggio.   Si può scavare un fosso o spianare bene di pietra... Leggi tutto →

DELLA MUNNEZZ FURBETTO

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              Breve sonetto in rima ripetuta o replicata (già adottata dal Petrarca nel “Canzoniere”) dedicato alla pessima usanza del furbetto della munnezza, di abbandonare il suo sacchetto non differenziato, nottetempo, in incognito e fuori dal consentito stazionamento.    “Nel buio della notte si palesa il furbo che dell’educazione fa cattiva giostra stringendo in pugno suo fatal sacchetto.   Come ogni volta a perpetrar lo sgarbo al suo fetor darà la mostra e si dimostra della munnezz furbetto.   Se fosse secco non sarebbe un... Leggi tutto →

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