L’AUTOREVOLEZZA DELL’ARCHITETTO (DI MEZZ’ETA’)

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Oggi il vero problema dell’architetto italiano, di mezz’età anagrafica ovvero quarantenne (quindi giovane architetto), è l’autorevolezza. Farsi rispettare è diventato davvero impossibile, ma non è solo una questione di etica, è proprio che la concorrenza è diventata feroce: tutti vogliono capire di architettura e il cittadino, culturalmente e socialmente medio, non sa più a chi credere. Però bisogna smetterla con questa faccenda che tutti capiscono tutto e l’architetto che è l’unico che ha studiato per poter dire una parola non venga preso sul serio. Sul problema dell’autorevolezza dell’architetto sono stati... Leggi tutto →

L’architetto e il capomastro: cinque nuovi profili

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Come ho scritto in un capitolo del libro L’Architemario (se non lo avete ancora comprato è gravissimo! Richiedetelo con una mail a julian.adda@overvieweditore.com e vi sarà spedito a casa), gran parte del successo di un architetto è funzione del rapporto che riesce a stabilire con il capomastro. Entrare prima nella mente e poi nelle grazie del capomastri è un compito che impegna l’architetto per tutta la sua vita lavorativa, a volte con esiti positivi, ma la maggior parte delle volte incassando clamorosi insuccessi. Inoltre non si fa in tempo a capire bene un capomastro... Leggi tutto →

QUANDO L’ARCHITETTO DEVE FARSI CASA

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In una sola occasione il committente può essere totalmente d’accordo con il suo architetto (e viceversa): quando le due persone coincidono. Sembra una frase d’effetto risultato di un principio lapalissiano, invece non è affatto così. Anche quando le figure del committente e dell’architetto coincidono, almeno nel 40% dei casi, queste due non riescono a capirsi e a collaborare. E litigano. Di conseguenza quando un architetto deve farsi casa e quindi è anche committente di sé stesso, possono verificarsi cinque circostanze, in funzione di quale delle due personalità finisce per decidere... Leggi tutto →

 
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