LA MIA MAESTRA, INTONATA CON IL MONDO

la-maestraQualche giorno prima che la mia maestra delle elementari compisse novant’anni, mia madre, rimettendo a posto dei cassetti, ha ritrovato le mie pagelle scolastiche. Tutte. Dalla seconda elementare (la prima non l’ho fatta) al diploma di maturità. Erano tutte ben conservate in una busta di cellophan in un armadio in quella che era camera mia. All’essenzialità numerica dei voti ricevuti all’istituto tecnico, si contrapponevano le valutazioni, anche piuttosto estese, scritte dai miei insegnanti delle medie, ma soprattutto i giudizi della mia maestra, Teresa, che alla fine di ognuno dei due quadrimestri, per ciascuno dei suoi alunni, cercava le parole giuste per raccontargli quello che era, ma anche per descriverlo ai suoi genitori e, io credo, pure a sé stessa.

Ho avuto una splendida maestra, di rara energia, determinata quanto compiacente, sempre nella dimensione e nel momento giusto. Credo che, in qualche modo, abbia salvato la vita di diversi suoi alunni, correggendone molti atteggiamenti, inducendoli a comprendere da subito quale fosse la via giusta. Un lavoro importante, di precisione, come un orafo che scolpisce sia gemme preziose che pietre poco nobili con la medesima attenzione, la maestra Teresa ha raddrizzato comportamenti ed aggiustato squilibri di decine di ragazzini ribelli e difficili, poco inclini allo studio ed ostili alla vita; lo ha fatto solo per amore. Non per mestiere, vanità o denaro.

Ha fatto più lei per questo paese che decine di assessori, mecenati, scrittori, presidenti, pensatori, preti. La sua generosità è una dote oramai scomparsa.

Nel mio giudizio della quarta elementare, trentatre anni fa, la maestra Teresa, scrisse: “è bene intonato nel mondo in cui vive”. All’interno di una stima molto benevola delle mie qualità, ci tenne a precisare questo accordo nei confronti delle cose intorno a me. Quando lo scorso 14 Febbraio, insieme a tanti altri ex alunni, sono stato invitato a casa della maestra Teresa, per festeggiare il suo compleanno, avevo già riletto più volte le parole che scrisse per me, su ognuna di quelle pagelle, dicevano ciò che ero in quel momento, e a quel tempo era molto complicato perché in realtà non ero ancora niente. Tante buone definizioni, tuttavia quell’espressione, “intonato nel mondo in cui vive”, mi era, mi è, rimasta dentro.

“Chi scriverebbe oggi una frase così ?”, mi sono chiesto. Quale maestra riuscirebbe a cogliere questo accordo, si assumerebbe la responsabilità di non rintracciare nessuna fragilità, l’eventuale disagio di un bambino nei confronti del mondo ?.

Cara maestra Teresa, lo sa che adesso “intonato” è diventata una parola desueta e, al tempo stesso, terribilmente complessa ?. Oggi siamo tutti un po’ stonati, cantiamo ognuno per conto proprio, fuori dal coro; poi c’è chi alza la voce per farsi sentire di più e chi non canta mai. C’è chi finge di farlo, muovendo le labbra a tempo, chi si accorda al vicino che ritiene migliore e ripete solamente le sue parole. C’è chi esce dal complesso e canta da solo perché il mondo in cui vive non gli interessa. Chi fonda un coro tutto suo e si intona solo con chi vuole. E c’è chi di intonarsi proprio non ha voglia, e si perde da qualche parte.

Raramente siamo intonati, perché raramente siamo felici. Anche se, in sostanza, è tutto ciò che vorremmo essere, ogni giorno.

Alla maestra Teresa, in occasione del suo novantesimo compleanno, avrei voluto regalare proprio questo: essere accordato e gioioso, come lo ero in quarta elementare.

Come lo è sempre stata lei: una donna forte, che intonava il mondo.

FOLLOW ME ON TWITTER: @chrideiuliis

1 commento

Scrivi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


5 + = 14

Tags e attributi HTML consentiti: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>