LA CASA IDEALE DELL’ASOCIALE

asocialeTra pochi anni il vero lusso sarà vivere in posti silenziosi in completo isolamento. In questo senso l’asociale è già molto avanti, anche se in molti scambiano la sua lungimiranza per un disturbo caratteriale.

La casa ideale dell’asociale (clicca sull’immagine per ingrandire) si trova in un posto isolato, preferibilmente la cima di un monte o al centro di una foresta. In prossimità della casa, l’asociale sistema il bidone della spazzatura (plastica, secco, vetro) che non si sa chi verrà a ritirare e la cassetta della posta a vantaggio di eventuali, audaci, portalettere. Intorno alla casa vi è un fossato dove l’asociale alleva degli alligatori nervosamente bulimici, che vengono nutriti con i rifiuti “umidi”.

Per accedere alla casa l’asociale utilizza un ponte levatoio che si aziona tramite riconoscimento vocale, infatti l’asociale già normalmente non esce di casa, ma quando è afono è anche tecnicamente impossibile che lo faccia. La casa ideale dell’asociale è circondata da un muro in c.a., in cima al quale vi è un filo spinato elettrificato a 380V. Il muro è anche dotato di una serie di telecamere di videosorveglianza probabilmente non funzionanti ma ad uso deterrente. Oltrepassato il muro in c.a. si accede ad una specie di intercapedine dove l’asociale, in caso di inopinate visite, effettua un ultimo filtro lasciando l’ospite in attesa per alcune ore per verificarne la tenacia. La casa dell’asociale ha dimensioni minime poiché a nessuno deve mai venire in mente di fermarsi a cena o peggio ancora per la notte. Per questo stesso motivo, l’asociale non ha mai niente in frigo da offrire, utilizza la macchinetta del caffè da 1 tazza ed ha il sedcile del gabinetto scomodissimo. Accanto alla porta di ingresso vi è un citofono ovviamente finto, perché il citofono, in quanto sprovvisto di interruttore on-off, è sicuramente il dispositivo più invadente inventato dall’essere umano. Le pareti della casa sono insonorizzate con efficientissima lana di roccia e le finestre godono di una riposante vista “muro”, perché è noto che l’asociale non ha voglia di vedere nessuno, neanche passare per sbaglio.

Quando un asociale muore, se gli capita presso il suo domicilio solitamente il corpo viene rinvenuto dopo un tempo lunghissimo e solo grazie a fortunate circostanze, a volte già decomposto. Questo dato viene allegato, a beneficio del successivo acquirente, come certificato di corretto funzionamento della casa ideale.

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