LA CASA IDEALE DEL PROPRIETARIO DEL CANE (E DEL CANE)

casa-ideale-caneOggi sempre più gente adotta un cane. E’ facile verificarlo dal numero crescente delle cacche che si incontrano sui marciapiedi delle nostre città. Molti prendono un cane per non sentirsi soli, magari dopo essere usciti da una relazione. Infatti trattano il cane proprio come trattavano il o la ex, anzi meglio. Per esempio parlandogli, andando a fare shopping in centro e footing al parco o guardando insieme la televisione sul divano, tutte cose che con il o la ex non facevano più da anni.

Purtroppo, nella maggior parte dei casi, il proprietario del cane non ha a disposizione un abitazione che soddisfi tutte le esigenze del suo nuovo amico peloso. Tecnicamente e misteriosamente il cane viene sempre scelto di dimensioni inversamente proporzionali a quelle della casa. Dagli esperti questo fenomeno viene chiamato “Teorema inverso del chihuahua”. Così per accontentarlo non è raro che il proprietario decida quindi di abbattere alcune pareti per dotare il cane di maggiore superficie libera dove sgambare, creando quindi la casa ideale (clicca sull’immagine per ingrandire). Il proprietario fa grandi sacrifici per amore del cane: si trasferisce sul divano-letto dell’ingresso e si accontenta del cessetto interno alla cucina, dove non c’è la doccia, lavandosi in palestra. Al cane invece viene riservato il bagno grande che può liberamente usare per la quotidiana toilettatura.

Nella grande stanza del cane, creata grazie all’abbattimento di muri forse portanti, il proprietario è costretto a sistemare tutti i mobili, che dunque sacrifica all’azione distruttrice della bestiola, così come tutti i soprammobili e le bomboniere delle quali però non vede l’ora di liberarsi. La casa ideale ha anche almeno due balconi riservati al cane, in modo che questi possa abbaiare agli altri cani, pure randagi, in transito giù in strada, anche in piena notte, se capita. Per lo stesso motivo la casa ideale ha anche un pianerottolo dove il cane può, anzi deve, abbaiare ed eventualmente lasciarsi andare, magari subito dopo il passaggio dell’impresa di pulizie.

Nella casa ideale del proprietario del cane e del cane, quest’ultimo ha ovviamente libertà di fare i propri bisogni dove vuole, anche se il padrone provi incessantemente ad insegnargli l’uso del gabinetto o almeno a trattenersi un quarto d’ora.

L’amore del padrone per il proprio cane è assolutamente smisurato, tanto che, dopo esserselo messo in casa, molti decidono di tenerselo per sempre e di non cercarsi mai più un partner. Nel caso degli uomini, per quanto il cane possa sembrare un ospite invadente, è comunque sempre meno inopportuno e a volte puzza anche di meno.

Dopo un tradizionale periodo di convivenza, il proprietario del cane pensa di potersi trasferire in una casa più grande perché il cane ha bisogno di più spazio e lui vorrebbe tornarsi a fare la doccia. In alcuni casi è direttamente il cane a sceglierla guardando gli annunci immobiliari.

Altre case ideali (clicca per leggere):

del maschio italiano

della moglie

dell’infedele

della signora delle pulizie (non sua ma dove va a fare le pulizie)

del claustrofobico

del boss della malavita

del maschio italiano single (solo)

dell’asociale

del vecchio (d’estate)

del cyberbullo (“hater”)

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