Ernesto, gallo stonato

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Ogni anno che passa mi è sempre più complicato decidere quale sia la mia personale colonna sonora dell’estate. Da adolescente, lo ammetto, era più semplice. Ci fossero ancora i Righeira in attività, ne sono certo, non avrei di questi problemi. Tuttavia, prima che sia troppo tardi, devo decidere. Settembre arriva in un attimo. Stamattina ho scelto: la mia colonna sonora di quest’estate non sarà una canzone ma il canto del gallo stonato che vive nell’orto sotto casa mia. Questo gallo (non da solo, ma insieme ma ad alcune galline), si... Leggi tutto →

L’estinzione del balcone

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In principio il balcone non fu. L’uomo cavernicolo non lo aveva ancora scoperto. Aveva ancora da scoprire il fuoco, la ruota, la lametta da barba e molte altre cose prima, più urgenti ed essenziali. Ad esempio la finestra, scoperta subito dopo la porta d’ingresso e ritenuta assai utile. Poi vennero i terrazzi, così ampi che, a volte, in assenza di piani regolatori, venivano trasformati in giardini pensili. Il balcone comparve solo intorno al basso medioevo. In Germania, da “Balko”, palco ligneo. Si trattava di balconi stretti, scomodi, ma erano pur... Leggi tutto →

BALLOTTAGGI SPAZIALI

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Grazie ai potenti mezzi del digitale terrestre, a casa mia si vedono solo quattro canali: rai 1, rai 2, rai 3 e rainews24, però rai 3 non tanto bene. Ieri sera intorno alla mezzanotte, quindi, la mia televisione era monopolizzata dai risultati dei ballottaggi delle amministrative. Si fosse visto la7 avrei potuto sintonizzarmi anche sulla maratona di Mentana che è sempre più vivace di Vespa, ma purtroppo si tratta di una frequenza sconosciuta alla mia antenna. Non essendo molto esperto di politica, ho dovuto prestare molta attenzione per capire bene quello... Leggi tutto →

Alla ricerca di una chance

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Quando al telegiornale ho sentito che due ragazzi italiani erano dispersi nel rogo della Grenfell Tower, ho pensato subito che fossero dei giovani architetti. Non so spiegare il perché, è stato come un imprevedibile riflesso condizionato. Eppure non sapevo null’altro di loro, solo che erano giovani e che si erano trasferiti a Londra, da poco, per lavoro. Ogni anno centinaia di giovani architetti lasciano il nostro paese per provare a fare questo meraviglioso mestiere altrove. Talvolta le cronache parlano di loro, non solo in termini drammatici, ovviamente. Spesso sono testimoni... Leggi tutto →

20 TIPOLOGIE DI ARCHITETTI IN FILA (PER VOTARE ALL’ORDINE)

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Per principio non mi inserisco mai in file che prevedo lunghe più di 20 minuti, tuttavia, avendo dato la mia parola ad amici, l’ultimo giorno utile, anzi l’ultima mezz’ora utile, ho partecipato ad una lunga attesa per votare al rinnovo del consiglio dell’ordine degli architetti. Durata complessiva: circa 40 minuti quanto un intervento di appicendictomia in anestesia locale, ma meno dolorosa e senza cicatrice finale. Come tutti sanno gli architetti sono assai numerosi e, questo l’ho appreso con il tempo, odiano astenersi: se qualcuno gli chiede un parere, ci tengono... Leggi tutto →

“BIASINO” IL TIFOSO

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Il Signor Sigismondo, per i familiari Biagio, confidenzialmente detto Biasino, assisteva a tutte le partite di pallacanestro che si giocavano in paese arrivando al campo sempre in bicicletta. Da decenni era un grande tifoso di basket: tre nipoti che giocavano nella squadra del paese, prima Alfonso, poi Chiara ed infine Ubaldo erano stati ed erano la sua gioia. Anche per il paese girava in bicicletta, fino ad un certo punto montava una lambretta bianca, ma passate le ottanta primavere la accantonò e la bici divenne il suo mezzo di locomozione... Leggi tutto →

Gli architetti amano l’ordine

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L’ordine professionale, al pari del condominio e della famiglia allargata, è un esempio di quelle cose alle quali, se ce ne fosse la possibilità, non aderirebbe nessuno. Ad esempio gli architetti stanno nel loro ordine professionale come i pendolari sulla circumvesuviana: scomodi, a volte turandosi il naso e perché non hanno altra scelta. Gli ordini professionali, così come li conosciamo oggi, sono figli di una norma del 1937, secondo la quale: “possono esercitare la professione solo (…) coloro (…) di specchiata condotta morale e politica e che non svolgano attività... Leggi tutto →

In fondo all’armadio

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Da quando sono venuto a vivere qui, quattro anni fa, non le ho più indossate eppure ho deciso che continuerò a conservarle. Le tengo nel cassetto in fondo all’armadio in una scatola di cartone grigia e blu, avvolte nella carta di giornale. Quando ho bisogno di rincorrere un ricordo, mi siedo sul pavimento di fronte all’armadio e apro quel cassetto, sposto la roba che c’è davanti e sopra e tiro fuori la scatola. Lentamente le libero dalle pagine di quotidiano che le custodiscono e le posiziono sul pavimento davanti ai... Leggi tutto →

 
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