In morte dello spazio pubblico

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Italo Calvino scrisse che: “ad ogni secondo la città infelice contiene una città felice che nemmeno sa di esistere”. A più di trenta anni di distanza da queste parole, guardandoci intorno non è più semplice comprendere quale pezzo di felicità possa essere scoperto nelle nostre città che nessuno più dimostra di amare. Nè i cittadini, né gli amministratori, a volte neanche gli architetti. L’aspetto più inquietante dello sfascio delle nostre città è lo scollamento profondo tra le ambizioni di socialità degli abitanti e l’offerta aggregante dei luoghi in cui vivono.... Leggi tutto →